Il Canto del Vecchio Quercia
Nel cuore di una foresta antica, dove gli alberi sussurrano storie al vento e i ruscelli cantano melodie dimenticate, viveva Aman, un giovane sciamano della tribù dei Guardiani del Sole. Aman era stato scelto dagli spiriti della natura per proteggere l’equilibrio tra il suo popolo e la terra, ma il suo cuore era pesante: gli uomini della tribù vicina, i Figli della Pietra, avevano iniziato ad abbattere gli alberi sacri per costruire case sempre più grandi, senza chiedere permesso agli spiriti.
Una notte, mentre Aman meditava ai piedi del Vecchio Quercia, l’albero più saggio della foresta, sentì una voce profonda risuonare dentro di sé: «Figlio della terra, il dolore degli alberi è il tuo dolore. Se non li proteggi, la terra smetterà di parlare, e il tuo popolo dimenticherà il suo cammino.»
Aman capì che doveva agire. La mattina seguente, radunò gli anziani e raccontò loro il messaggio del Vecchio Quercia. Insieme, decisero di organizzare una cerimonia di guarigione: accesero un fuoco sacro, offrirono tabacco e erbe aromatiche agli spiriti, e Aman danzò fino all’alba, invocando la saggezza degli antenati.
Quando il sole sorse, Aman si recò dai Figli della Pietra. Non portò armi, ma solo un bastone intagliato con i simboli della terra e dell’acqua. Parlò loro del respiro della foresta, spiegando che ogni albero abbattuto era un pezzo di vita strappato al ciclo sacro. Mostrò loro come la terra, se rispettata, avrebbe dato frutti abbondanti e acqua pura per generazioni.
I Figli della Pietra, inizialmente diffidenti, ascoltarono il canto degli uccelli e il mormorio del fiume. Uno di loro, un anziano di nome Tarkhan, si avvicinò ad Aman e disse: «Abbiamo dimenticato. Ma ora ricordiamo.»
Da quel giorno, le due tribù lavorarono insieme: piantarono nuovi alberi, protessero le sorgenti e celebrarono la terra con danze e canti. Il Vecchio Quercia, grato, fece crescere foglie dorate che brillavano come il sole, segno che gli spiriti avevano perdonato.
Morale della storia: Lo sciamano non è solo un guaritore, ma un ponte tra l’umanità e la natura. Il vero potere non sta nel dominare, ma nell’ascoltare, rispettare e vivere in armonia con tutto ciò che ci circonda.
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