https://suno.com/s/0GLa6B9LnUQxEVQqUn giorno, mentre passeggiava vicino al grande Bosco delle Risposte, sentì una vocina squillante al suo fianco:
«Sapessi quante cose bellissime nasconde questo mondo, piccolo Leo!»
Leo si girò, ma non vide nessuno. Sorrise subito: era Lumina, il suo amico immaginario.
«Lumina, ma perché gli amici immaginari non si possono vedere davvero?» chiese Leo.
«Perché siamo fatti di pura fantasia e affetto,» rispose Lumina con voce calda. «Se potessi vedermi con gli occhi, sarei come un giocattolo qualunque. Invece, siccome mi vedi solo con il cuore e con la mente, posso stare sempre con te, ovunque tu vada!»
Mentre camminavano, Leo alzò lo sguardo verso il cielo.
«Lumina, guarda lassù! Perché le nuvole sono bianche?»
«Perché sono piene di goccioline d’acqua vicine vicine! Quando la luce del Sole ci passa attraverso, le goccioline la rimbalzano in tutte le direzioni come se giocassero a palla, e tutti i colori insieme formano il bianco brillante che vedi.»
«A proposito di luce... perché esiste il Sole, ed è così enorme?» continuò Leo, riparandosi gli occhi.
«Il Sole è una stella gigante di fuoco e calore. Senza la sua forza enorme, la Terra rimarrebbe al buio e al gelo. Il Sole esiste per regalarci la vita, far crescere gli alberi e riscaldare la giornata!»
I due arrivarono in cima a una collina e videro in lontananza il paese di San Giuliano. La campana suonava.
«Ecco la mia scuola!» disse Leo. «Ma perché esiste la scuola? E perché esistono i grembiuli per la scuola?»
Lumina ridacchiò dolce: «La scuola esiste perché dentro di te c'è un tesoro di curiosità che attende di sbocciare. È il posto dove impari ad ascoltare, a scoprire il mondo e a stare insieme agli altri. E i grembiuli? Servono a far sentire tutti uguali e compagni di squadra, senza far caso a chi ha i vestiti più belli o più vecchi, e ti permettono di dipingere e giocare senza la paura di sporcarti!»
Scesi dalla collina, passarono accanto a un grande edificio pieno di carrelli e luci.
«E perché esiste il supermercato?»
«Una volta le persone dovevano viaggiare per giorni per trovare il grano in un posto, la frutta in un altro e il latte in un altro ancora. Il supermercato è nato per raccogliere tutto il cibo nello stesso luogo, così ogni famiglia può trovare facilmente ciò che le serve!»
Mentre parlavano, a Leo venne un piccolo brontolio alla pancia.
«Ah! Perché esiste il mangiare?»
«Il tuo corpo è come una fiammella o un piccolo motore: il cibo è la sua energia naturale! Mangiando, cresci forte, trovi la forza per correre, sognare e pensare.»
In quel momento, una leggera pioggerellina farinosa cominciò a cadere, ma il Sole continuava a splendere attraverso le gocce. All'improvviso, nel cielo comparve un ponte di luce colorata.
«Guarda, Lumina! Perché esiste l'arcobaleno? E perché esistono i colori?»
«L'arcobaleno nasce quando i raggi del Sole attraversano la pioggia come tanti piccoli prismi magici, dividendosi nei loro componenti! I colori esistono per dare forma, gioia e diversità al mondo: pensa che noia se fosse tutto grigio!»
L'acqua della pioggia bagnò le mani di Leo, che le strofinò con un pezzetto di sapone profilato che aveva in tasca.
«Sento profumo! Perché esiste l'acqua e perché esiste il sapone?»
«L'acqua è la linfa profonda di tutto ciò che vive: disseta le piante, gli animali e gli uomini. Il sapone è il suo alleato speciale: con le sue molecole fatte a forma di piccole braccia, afferra lo sporco da una parte e l'acqua dall'altra, portando via tutti i batteri e lasciandoci puliti!»
Mentre la pioggia svaniva, Leo notò un maestro che spiegava una lezione a un gruppo di bambini seduti su una panchina, parlando senza fermarsi mai.
Leo sussurrò: «Lumina... ma perché parla troppo?»
Lumina sorrise: «Perché quando qualcuno ama davvero quello che sa o vuole proteggerti con tutto il cuore, vorrebbe dirti tutto subito! A volte chi parla tanto ha solo un grande entusiasmo da regalare.»
I due entrarono nella biblioteca del paese, dove c'erano scaffali pieni di volumi e uno schermo acceso.
«Perché esistono i libri? E perché esiste il computer? E persino i telefoni?»
«I libri sono custodi di storie e ricordi che viaggiano nel tempo. I telefoni sono nati per annullare le distanze, permettendo alle persone che si vogliono bene di sentirsi anche se sono lontane. E i calcolatori e i computer sono strumenti nati per aiutare la mente umana a fare calcoli complessi e a conservare le informazioni!»
Leo si sedette su una poltrona della biblioteca, sfogliando un libro di scienza e filosofia.
«Lumina, qui c'è scritto una cosa strana... perché tutto passa dal caos all'ordine?»
«Perché nell'universo la vita cerca sempre un equilibrio. Pensa alla tua cameretta quando è sottosopra: all'inizio c'è confusione, ma poi raccogli i giochi, ogni cosa trova il suo posto e provi una sensazione di pace. L'ordine porta armonia!»
Mentre il pomeriggio lasciava spazio alla sera, Leo guardò attraverso la vetrata verso il cielo scuro. Un disco d'argento illuminava le tetti.
«Ecco la Luna! Perché esiste la Luna?»
«La Luna è la compagna silenziosa della Terra. Con la sua attrazione muove le maree degli oceani, equilibra la rotazione del nostro pianeta e fa da lucina della notte per chiunque guardi il cielo.»
Leo si rannicchiò sulla poltrona, facendosi più pensieroso e sussurrando a bassa voce:
«Lumina... e perché non possiamo vedere Dio? E perché non possiamo vedere gli angeli?»
Lumina si avvicinò al suo orecchio con un soffio caldo come una coperta:
«Ci sono cose meravigliose che non sono fatte di materia, ma di presenza. Dio e gli angeli non si vedono con gli occhi perché non sono oggetti o persone fisiche: sono come l'aria che respiri o l'amore che provi per la tua mamma e il tuo papà. Non puoi toccare l'amore, ma sai bene che c'è ed è la forza più grande di tutte. Loro si sentono nella pace del cuore, nella bontà di un gesto e nella protezione che ti accompagna ogni giorno.»
Leo fece un lungo sospiro, felice e rilassato. Poi si grattò la testa e sorrise:
«Lumina... ma perché non lo so? Perché ci sono ancora così tante cose che non so?»
Lumina gli sfiorò delicatamente i capelli:
«Perché 'non sapere' è il dono più bello che hai! È l'inizio di ogni grande avventura. Chi sa già tutto non si meraviglia più di niente, mentre chi sa di non sapere continuerà sempre a esplorare, a imparare e a scoprire la bellezza del mondo.»
E così, abbracciato dai suoi pensieri e protetto dalla luce della Luna, il piccolo Leo chiuse gli occhi, sapendo che ogni "perché" era una piccola stella accesa nel suo cammino.