lunedì 21 settembre 2026

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La Giornata della Pace

Il 21 settembre è la Giornata della Pace.

La pace non è solo assenza di guerra, ma è rispetto e gentilezza verso tutti.

Ognuno di noi può costruire la pace ogni giorno: a scuola, a casa e con gli amici.

Basta ascoltare, aiutare e volersi bene.

LA PACE è UN MOSAICO

https://suno.com/s/d5e3qNhdkbb5AwE1 C'era una volta un piccolo villaggio immerso tra le colline, dove il tempo sembrava scorrere con la dolcezza di una melodia. In questo luogo speciale viveva un gruppo di bambini e ragazzi, ognuno con un modo tutto suo di vedere il mondo, ma tutti uniti dalla ricerca di qualcosa di prezioso.

Era una sera dorata di fine estate quando si ritrovarono intorno al grande querceto al centro della piazza. Tra una risata e l'altra, Emma propose un gioco: "Ognuno di noi deve dire cos'è la pace".

Emma fu la prima a sedersi sull'erba fresca, facendo un lungo respiro profondo. Per Emma, la pace è semplicemente potersi rilassare, lasciando andare ogni pensiero dopo una lunga giornata.

Accanto a lei, Melissa stava già facendo rimbalzare un pallone colorato. Per Melissa, infatti, la pace è giocare, quella gioia pura e leggera che si prova quando ci si dimentica di tutto il resto per tuffarsi nel divertimento.

Poco distante, Mattia osservava la scena con un sorriso radioso che illuminava il viso. Per Mattia, la pace coincide con l'essere felice, uno stato del cuore in cui ogni cosa sembra andare al posto giusto.

In quel momento arrivarono gli altri ragazzi, portando con sé la calura e l'energia dell'amicizia. Per Leo la pace è proprio l'amicizia, quel legame speciale che ti fa sentire protetto; un'idea condivisa da Greta G., per la quale la pace significa costruire e avere una relazione di amicizia sincera e profonda, e da Giulia, che sorridendo ammise che per lei la pace è trovare gli amici, quel momento magico in cui ci si riabbraccia dopo essersi cercati.

Il gruppo si allargò e il calore della compagnia divenne palpabile. Per Marialuce, Greta Vasile e Gabriel, la pace ha lo stesso identico sapore: per tutti e tre è stare con gli altri e stare in compagnia, perché condividere uno spazio e un momento rende la vita più bella. Anna Lucia annuì con entusiasmo, aggiungendo che la pace è proprio la gioia di incontrare gli altri, quel primo istante in cui gli sguardi si incrociano e nasce una connessione.

Mentre il brusio della piazza cresceva, Samuele rimase un momento in silenzio, osservando i volti dei suoi compagni. Per Samuele, la pace è ascoltare gli altri, dare valore alle loro parole e farli sentire compresi.

Guardando oltre la piazza, Ester scorse la luce accesa della finestra di casa sua, dove la madre stava preparando la cena e il padre leggeva una storia. Per Ester, la pace è stare con la famiglia, quel rifugio sicuro dove si è sempre accolti per quello che si è.

Nel frattempo, Claudio si era allontanato di pochi passi, incamminandosi verso il piccolo sentiero che portava alla chiesetta in cima alla collina. Guardando il cielo stellato che iniziava a svegliarsi, Claudio sapeva che per lui Claudio la pace è parlare con Dio, un dialogo intimo e silenzioso che riempie l'anima di serenità.

Quella sera, mentre la luna saliva alta nel cielo, i ragazzi si accorsero di una cosa straordinaria: la pace non era una regola scritta nei libri, ma un mosaico fatto dalle risposte di ciascuno di loro. Unendo il relax di Emma, il gioco di Melissa, la felicità di Mattia, l'ascolto di Samuele, la preghiera di Claudio e l'amore per gli amici e la famiglia di tutti gli altri, avevano costruito, insieme, la pace perfetta.

venerdì 18 settembre 2026

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[Chorus]

La gioia della classe terza E

Del plesso Savio di Modugno c'è!

Siamo felici, cantiamo in coro,

L'amicizia per noi è un grande tesoro!


[Verse 1]

Giulia è felice quando è a scuola con gli amici,

Emma che gioia giocare con gli altri e stare felici!

Gabriel dice: "Sono felice quando mi regalano qualcosa, tipo un cane!"

E Alessandro è felice quando è con Gabriel nelle ore più sane.

Anna Lucia fa festa quando compie gli anni il sette maggio,

Ed Esther è felice con la sua famiglia e i suoi amici nel viaggio.


[Chorus]

La gioia della classe terza E

Del plesso Savio di Modugno c'è!

Siamo felici, cantiamo in coro,

L'amicizia per noi è un grande tesoro!


[Verse 2]

Greta V che felicità stare con Emma a giocare,

Melissa che gioia con i pastelli colorare!

Greta grande è felice insieme alla sua famiglia,

E Marialuce quando la sua famiglia sorride di meraviglia!

Claudio grida: "Che felicità stare con i miei cugini!"

Mattia che gioia in famiglia per i grandi e i piccini!


[Verse 3]

Samuele dice che è bello stare con tutti gli amici,

Luca è felice quando non è a scuola, siamo complici!

Ma Leonardo invece a scuola è felice davvero,

E Aida e Diana, che bello giocare insieme sotto il cielo intero!


[Chorus]

La gioia della classe terza E

Del plesso Savio di Modugno c'è!

Siamo felici, cantiamo in coro,

L'amicizia per noi è un grande tesoro!


[Outro]

Tutti insieme, terza E!

Che gioia!

[End]

giovedì 17 settembre 2026

 

Il giardino delle grandi domande

C’era una volta una bambina di nome Sofia che amava fare domande.

Un giorno, passeggiando con il nonno, vide tante persone entrare in un grande edificio.

«Nonno, dove stanno andando?»

«Alcune persone vanno lì per pregare», rispose il nonno.

Sofia aggrottò la fronte. «Pregare? E che cosa significa?»

Il nonno sorrise. «È un po’ come parlare con qualcuno che non possiamo vedere. Per alcune persone significa parlare con Dio, ringraziarlo, chiedergli aiuto o raccontargli ciò che hanno nel cuore.»

«Tutti pregano allo stesso modo?»

«No», disse il nonno. «Nel mondo esistono tante religioni diverse. Ognuna ha le proprie storie, preghiere, feste e tradizioni. Alcune persone credono in un solo Dio, altre seguono tradizioni diverse e altre ancora non credono in nessun dio.»

Sofia rimase in silenzio per qualche secondo.

«Ma allora perché le persone hanno le religioni?»

Il nonno indicò un grande giardino pieno di fiori.

«Vedi quel giardino? Ci sono tanti fiori diversi. Alcuni sono rossi, altri gialli, altri ancora blu. Non sono uguali, ma tutti possono essere importanti e belli.»

«E la religione è come un fiore?»

«In un certo senso sì. Per molte persone, la religione è un modo per cercare risposte alle grandi domande della vita: Perché siamo qui? Che cosa significa essere buoni? Che cosa succede quando moriamo? Come possiamo affrontare la paura, la tristezza o la felicità?»

Sofia guardò il giardino.

«E se una persona non ha una religione?»

«Va bene anche questo», rispose il nonno. «Non tutti danno le stesse risposte alle grandi domande. Alcune persone trovano le loro risposte nella religione, altre nella filosofia, nella scienza, nella natura, nelle relazioni con gli altri o semplicemente continuano a cercare.»

«Quindi dobbiamo credere tutti nella stessa cosa?»

«No. Una cosa importante è imparare a rispettare le persone anche quando pensano o credono in modo diverso da noi.»

Sofia sorrise.

«Allora conoscere le religioni è come conoscere tanti giardini diversi?»

«Proprio così. E quando conosci un giardino diverso dal tuo, non devi per forza piantarlo a casa tua. Puoi semplicemente guardarlo, imparare qualcosa e rispettare chi se ne prende cura.»

Sofia prese la mano del nonno.

Mentre tornavano a casa, pensò alle tante persone del mondo, alle loro preghiere, alle loro feste e alle loro storie.

E capì una cosa importante:

le grandi domande possono avere risposte diverse, ma ascoltare gli altri con rispetto può aiutarci a conoscere meglio il mondo e anche noi stessi.

Da quel giorno Sofia continuò a fare domande.

Perché aveva scoperto che, qualche volta, anche una domanda può essere l'inizio di un bellissimo viaggio.

 

Il giardino delle grandi domande

C’era una volta una bambina di nome Sofia che amava fare domande.

Un giorno, passeggiando con il nonno, vide tante persone entrare in un grande edificio.

«Nonno, dove stanno andando?»

«Alcune persone vanno lì per pregare», rispose il nonno.

Sofia aggrottò la fronte. «Pregare? E che cosa significa?»

Il nonno sorrise. «È un po’ come parlare con qualcuno che non possiamo vedere. Per alcune persone significa parlare con Dio, ringraziarlo, chiedergli aiuto o raccontargli ciò che hanno nel cuore.»

«Tutti pregano allo stesso modo?»

«No», disse il nonno. «Nel mondo esistono tante religioni diverse. Ognuna ha le proprie storie, preghiere, feste e tradizioni. Alcune persone credono in un solo Dio, altre seguono tradizioni diverse e altre ancora non credono in nessun dio.»

Sofia rimase in silenzio per qualche secondo.

«Ma allora perché le persone hanno le religioni?»

Il nonno indicò un grande giardino pieno di fiori.

«Vedi quel giardino? Ci sono tanti fiori diversi. Alcuni sono rossi, altri gialli, altri ancora blu. Non sono uguali, ma tutti possono essere importanti e belli.»

«E la religione è come un fiore?»

«In un certo senso sì. Per molte persone, la religione è un modo per cercare risposte alle grandi domande della vita: Perché siamo qui? Che cosa significa essere buoni? Che cosa succede quando moriamo? Come possiamo affrontare la paura, la tristezza o la felicità?»

Sofia guardò il giardino.

«E se una persona non ha una religione?»

«Va bene anche questo», rispose il nonno. «Non tutti danno le stesse risposte alle grandi domande. Alcune persone trovano le loro risposte nella religione, altre nella filosofia, nella scienza, nella natura, nelle relazioni con gli altri o semplicemente continuano a cercare.»

«Quindi dobbiamo credere tutti nella stessa cosa?»

«No. Una cosa importante è imparare a rispettare le persone anche quando pensano o credono in modo diverso da noi.»

Sofia sorrise.

«Allora conoscere le religioni è come conoscere tanti giardini diversi?»

«Proprio così. E quando conosci un giardino diverso dal tuo, non devi per forza piantarlo a casa tua. Puoi semplicemente guardarlo, imparare qualcosa e rispettare chi se ne prende cura.»

Sofia prese la mano del nonno.

Mentre tornavano a casa, pensò alle tante persone del mondo, alle loro preghiere, alle loro feste e alle loro storie.

E capì una cosa importante:

le grandi domande possono avere risposte diverse, ma ascoltare gli altri con rispetto può aiutarci a conoscere meglio il mondo e anche noi stessi.

Da quel giorno Sofia continuò a fare domande.

Perché aveva scoperto che, qualche volta, anche una domanda può essere l'inizio di un bellissimo viaggio.


 

mercoledì 16 settembre 2026


La religione vista con gli occhi dei bambini

Un giorno, durante una lezione, i bambini parlarono della religione e di ciò che significava per loro.

Nicole disse: «Per me la religione è una materia di scuola, dove possiamo imparare tante cose».

Mattia aggiunse: «Per me la religione è una cosa bella, perché si lavora insieme e si sta bene con gli altri».

Un altro Mattia sorrise e disse: «A me piace Gesù».

Diego spiegò: «Per me la religione è la storia di Gesù, delle sue parole e delle cose che ha insegnato».

Ludovica, con un grande sorriso, disse: «La religione per me è pace e felicità».

Louis continuò: «Per me è pace, gentilezza e amore».

Infine Annarita disse: «Io penso alla gentilezza e alla pace».

I bambini si guardarono e si accorsero che, anche se ognuno aveva espresso un pensiero diverso, c’era qualcosa che li univa: la voglia di stare insieme, volersi bene, aiutarsi e vivere in pace.

La maestra sorrise e disse: «Avete scoperto una cosa importante: ognuno può avere il proprio modo di vedere la religione, ma possiamo tutti imparare valori preziosi come la gentilezza, la pace, l’amore e il rispetto».

E così la classe continuò la sua giornata con un sorriso, portando nel cuore un piccolo messaggio: insieme possiamo costruire un mondo più gentile e più sereno.

 

🌱 La favola delle nuove scoperte

C’era una volta una classe di bambini molto curiosi. Ogni giorno amavano fare domande, osservare il mondo e scoprire cose nuove.

Un giorno il maestro portò in classe un piccolo scrigno dorato.

«Dentro questo scrigno c’è un grande tesoro» disse sorridendo. «Ma per trovarlo dovrete essere curiosi e imparare a conoscere ciò che vi circonda».

I bambini iniziarono il loro viaggio: scoprirono la bellezza della natura, impararono nuove storie, ascoltarono gli altri e si aiutarono a vicenda.

Ogni nuova scoperta faceva nascere nei loro cuori una domanda ancora più grande: chi ha creato tutto questo?

Il maestro allora disse: «La religione può essere anche un viaggio fatto di domande e scoperte: attraverso ciò che impariamo, attraverso la natura, l’amore e le persone che incontriamo, possiamo cercare di conoscere sempre di più Dio».

I bambini si guardarono meravigliati.

Avevano capito che il viaggio non era ancora finito: c’erano ancora tantissime cose da scoprire.

E da quel giorno continuarono a imparare con gli occhi curiosi e il cuore aperto, perché avevano scoperto che cercare, conoscere e porsi domande può essere un modo speciale per avvicinarsi a Dio.

🌈 Morale

La religione è anche un viaggio di nuove scoperte: imparando a conoscere il mondo e gli altri, possiamo cercare di scoprire Dio.




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martedì 15 settembre 2026

 https://www.jigsawplanet.com/?rc=play&pid=1874bf8ea99chttps://www.jigsawplanet.com/?rc=play&pid=1874bf8ea99c


Che cos’è la religione? – I bambini della Terza A

Che cos’è la religione?

Un giorno, nella classe Terza A, i bambini hanno parlato di una domanda importante: “Che cos’è la religione?”

Nicole ha detto: «Per me la religione significa rispettare tutti».

Alfonso ha aggiunto: «È fare sempre nuove amicizie e non litigare mai».

Ismail ha pensato alla chiesa: «Per me è un luogo dove si prega».

Vanessa ha raccontato: «La religione parla di Gesù e ci aiuta a conoscere una persona molto importante. E a volte ci sono anche momenti divertenti per stare insieme».

Nicolas ha detto: «La religione è stare uniti, fare nuove amicizie e scoprire cose nuove».

Edoardo era d’accordo: «È stare insieme».

«Per me è la pace!» ha esclamato Simone.

Nicolò invece ha detto: «È anche fare silenzio, per ascoltare e pensare».

Pietro ha aggiunto: «La religione ci aiuta a capire cose che sono successe tanto tempo fa».

Infine Francesco ha concluso: «Per me la religione è stare insieme».

I bambini si sono guardati e hanno capito che ognuno aveva un’idea diversa, ma tutte avevano qualcosa in comune: rispetto, amicizia, pace, ascolto e voglia di stare insieme.

Così hanno imparato che parlare di religione significa anche ascoltare le idee degli altri e scoprire che, pur essendo diversi, possiamo imparare gli uni dagli altri.



La favola della Terza A e del Giardino della Pace

La favola della Terza A e del Giardino della Pace

C’era una volta una classe speciale, la Terza A, dove vivevano tanti bambini curiosi e pieni di idee.

Un mattino, la maestra portò in classe un piccolo seme dorato.

«Questo è il Seme della Pace» disse. «Potrà diventare un fiore meraviglioso, ma crescerà soltanto se scoprirete che cosa significa per voi la religione».

I bambini si guardarono incuriositi.

Nicole fu la prima a parlare:
«Per me la religione significa rispettare tutti, anche chi è diverso da noi».

Alfonso sorrise e disse:
«Secondo me significa fare nuove amicizie e non litigare mai».

Ismail aggiunse:
«Per me è come una chiesa dove si prega, un luogo dove possiamo fermarci e parlare con Dio».

Vanessa prese il seme tra le mani:
«La religione parla di Gesù, una persona molto importante, e ci insegna tante cose».

Nicolas disse:
«Per me significa stare uniti, fare nuove amicizie e scoprire cose nuove».

«Anch’io penso che sia importante stare insieme!» esclamò Edoardo.

Simone guardò il seme e disse piano:
«Per me la religione è la pace».

Nicolò invece fece un gesto con la mano:
«E qualche volta significa anche fare silenzio, per poter ascoltare e pensare».

Pietro aggiunse:
«La religione ci aiuta a capire cose successe tanto tempo fa e a conoscere le storie del passato».

Francesco concluse:
«Per me significa semplicemente stare insieme».

La maestra mise il seme nel terreno del piccolo giardino della scuola.

«Adesso tocca a voi» disse.

I bambini si presero per mano. Alcuni pregarono, altri rimasero in silenzio, altri raccontarono una storia e tutti si promisero di rispettarsi e di non litigare.

Improvvisamente, dal terreno spuntò un piccolo germoglio.

Crebbe sempre di più, fino a diventare un magnifico fiore dai petali colorati. Su ogni petalo apparve una parola:

RISPETTO – AMICIZIA – PACE – ASCOLTO – UNITÀ – CONOSCENZA.

I bambini rimasero a bocca aperta.

La maestra sorrise:
«Avete visto? Ognuno di voi aveva un’idea diversa, ma insieme avete fatto crescere qualcosa di bellissimo».

Da quel giorno, nel giardino della scuola, il fiore della Terza A continuò a crescere.

E ogni volta che qualcuno litigava, i bambini lo guardavano e ricordavano una cosa importante:

si può essere diversi, avere idee diverse e credere in modo diverso, ma possiamo sempre rispettarci, ascoltarci e vivere insieme in pace.

Morale

La vera ricchezza è stare insieme, rispettarsi e imparare gli uni dagli altri.

BITRITTO, 16 SETTEMBRE 2026

A COMPLETA COPERTINA


DISEGNA IL FIORE DELLA RELIGIONE







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domenica 13 settembre 2026

giovedì 21 maggio 2026

lunedì 11 maggio 2026

venerdì 8 maggio 2026

giovedì 7 maggio 2026

le religioni nel mondo

 




C’era una volta un grande giardino rotondo chiamato Mondo. In questo giardino non crescevano solo fiori di tutti i colori, ma vivevano tanti bambini curiosi che amavano guardare il cielo.

Un giorno, i bambini decisero di trovarsi al centro del prato per raccontarsi un segreto: "Dove vai quando vuoi dire grazie alla vita o fare una piccola preghiera?"


Tante Case, un Solo Cielo

I bambini si sedettero in cerchio e iniziarono a parlare:

  • Il saluto della pace: Un bambino e una bambina con un velo azzurro sorrisero e dissero: "As-Salaam ‘Alaykum!". Loro raccontarono di posti bellissimi chiamati Moschee, dove ci si toglie le scarpe per sentirsi leggeri e si prega tutti insieme verso una direzione speciale.

  • La luce della festa: Una bambina dai capelli ricci saltellò dicendo: "Shalom!". Lei amava andare nella Sinagoga, dove si leggono storie antiche scritte su rotoli magici e si accendono candele che illuminano il cuore.

  • Il suono del campanello: Una bimba con un vestito color del sole alzò la mano: "Namasté!". Raccontò di Templi coloratissimi, profumati di incenso, dove si portano fiori agli dèi per celebrare la gioia e la natura.

  • L’abbraccio degli amici: Un bambino con la maglietta a righe fece un cenno: "Ciao!". Lui spiegò che andava in una Chiesa dalle grandi vetrate colorate, dove si cantano canzoni felici per ricordare che siamo tutti fratelli.


Il Grande Segreto

Mentre parlavano, i bambini si accorsero di una cosa bellissima. Anche se le parole erano diverse — chi diceva Shalom, chi Namasté, chi As-Salaam — il sorriso era lo stesso per tutti.

Scoprirono che il mondo è come una grande casa con tante finestre. Ogni finestra guarda il cielo in modo diverso, ma il sole che entra a riscaldare le stanze è lo stesso per tutti.

Il Patto della Mano Tesa

Da quel giorno, i bambini decisero che non importava in quale "casa" andassero a pregare. La cosa più importante era trovarsi nel giardino per giocare insieme, perché la religione più bella di tutte è quella della gentilezza.

E così, tenendosi per mano, fecero girare il mondo con i loro canti, scoprendo che la diversità non è un muro, ma un meraviglioso ponte colorato.

Buon viaggio a te, piccolo esploratore, nel mondo dei mille colori!

lunedì 4 maggio 2026

Il Giardino Segreto di Nonno Luca

 Il Giardino Segreto di Nonno Luca

C’era una volta un bambino di nome Tommi, che amava correre, gridare e giocare con i suoi amici. Un giorno, mentre era in visita dal nonno Luca, vide che ogni mattina il nonno si sedeva su una panchetta in giardino, chiudeva gli occhi e restava in silenzio per qualche minuto.

“Nonna, cosa fa il nonno?” chiese Tommi.
“Sta pregando,” rispose la nonna con un sorriso.
“Ma se non dice nulla, come fa a pregare?” insistette Tommi, confuso.

Il nonno, sentendo la domanda, aprì gli occhi e chiamò il nipote:
“Vieni, Tommi, ti spiego.”

Si sedettero insieme sulla panchetta. Il nonno indicò un piccolo fiore ai loro piedi:
“Vedi questo fiore? Se vuoi sentirne il profumo, devi avvicinarlo al naso e restare fermo. Se corri o parli forte, non sentirai nulla.”
Tommi annusò il fiore e, infatti, sentì un dolce profumo.

“La preghiera è un po’ così,” continuò il nonno. “È come parlare con un amico molto speciale, che è sempre con noi. Ma per sentirlo, dobbiamo fare silenzio, come quando annusi il fiore. Solo così possiamo ascoltare quello che ci vuole dire.”

Tommi chiuse gli occhi e provò a stare in silenzio. All’inizio gli sembrava strano, ma piano piano sentì il vento tra le foglie, il canto di un uccellino e, nel suo cuore, una voce piccola e gentile che gli diceva: “Sono qui, Tommi.”

“Nono, ho capito!” esclamò il bambino. “Pregare è come parlare e ascoltare il mio amico speciale, ma per ascoltarlo devo fare silenzio!”

Il nonno sorrise: “Esatto. Il silenzio è come una porta: se la apriamo, possiamo sentire l’amore e la pace che ci parlano dentro.”

Da quel giorno, Tommi ogni mattina si sedeva con il nonno, chiudeva gli occhi e, nel silenzio, sentiva che non era mai solo.


Morale:
Pregare è come un dialogo con un amico invisibile: parliamo con il cuore e, nel silenzio, ascoltiamo la sua voce d’amore.

sabato 2 maggio 2026

Toritto. Memorie storiche e tradizioni di Salvatore D’Innocenzo




Il volume "Toritto. Memorie storiche e tradizioni" di Salvatore D’Innocenzo si presenta come un’opera preziosa per chiunque voglia conoscere a fondo l’identità storica e culturale di Toritto. 

La ristampa anastatica conserva il fascino dell’edizione originale, restituendo al lettore non solo contenuti, ma anche il sapore autentico della ricerca storica di un tempo.

L’iniziativa della ristampa dopo trent'anni è stata resa possibile grazie al finanziamento del Fondo Speciale Cultura (ex art. 15 della L.R. n. 40/2016) per l’anno 2025, con il supporto dell’Amministrazione comunale di Toritto, a testimonianza dell’attenzione verso la valorizzazione del patrimonio locale.

Il libro si distingue per l’accuratezza documentaria e per l’attenzione alle tradizioni popolari, offrendo un quadro ricco e articolato della vita del paese: dalle origini storiche agli usi, dai riti religiosi alle consuetudini quotidiane. D’Innocenzo riesce a coniugare rigore storico e narrazione accessibile, rendendo la lettura coinvolgente anche per chi non è uno specialista.


Particolarmente interessante è la capacità dell’autore di valorizzare la memoria collettiva, trasformando racconti e testimonianze in patrimonio condiviso. Il testo diventa così non solo uno strumento di studio, ma anche un mezzo di trasmissione identitaria tra generazioni.


Dal punto di vista editoriale, la semplicità della copertina e l’immagine del vaso antico richiamano simbolicamente il legame con il passato e con le radici culturali del territorio.


Si tratta di un’opera fondamentale per la comunità locale e per gli appassionati di storia del territorio: un libro che non si limita a raccontare, ma contribuisce a custodire e tramandare l’anima di Toritto.

giovedì 23 aprile 2026

lunedì 20 aprile 2026


🌟 Il Mio Battesimo: Una Grande Festa! 🌟

SimboloCosa significa per te?
💧 L'AcquaLava il cuore e dona una vita nuova, pulita e splendente come un cristallo.
🕯️ La CandelaÈ la luce di Gesù che brilla dentro di te. Serve a illuminare la strada e non avere mai paura.
👗 La Veste BiancaÈ l'abito della gioia! Dice a tutti che sei diventato una creatura nuova e bellissima.
🍯 L'OlioTi rende forte come un supereroe di Dio, pronto a fare il bene e ad amare tutti.
🕊️ La ColombaRappresenta lo Spirito Santo, un amico invisibile che ti sussurra sempre la cosa giusta da fare.

L'idea in più: Puoi immaginare il Battesimo come un grande abbraccio di Dio che non ti lascia mai solo. Da oggi fai parte di una squadra grandissima chiamata Chiesa!

venerdì 17 aprile 2026

 LA CHIESA E' COME UNA GRANDE CASA

  • Chiesa: Casa di Gesù / Famiglia di Dio


  • Cristiani: Amici di Gesù / Seguaci di Gesù


  • Domenica: Giorno di festa / Giorno del Signore

  • Messa: Festa della comunità / Incontro con Gesù


La Chiesa è la casa dove gli amici di Gesù (Cristiani) si incontrano. La domenica è il giorno di festa in cui la famiglia di Dio si riunisce. Durante la messa, che è la festa della comunità, ascoltiamo Gesù e preghiamo insieme.

giovedì 16 aprile 2026

venerdì 10 aprile 2026

giovedì 9 aprile 2026