martedì 6 settembre 2016
riparazione ingiusta detenzione
nel
procedimento per la riparazione dell'ingiusta detenzione è necessario distinguere
nettamente l'operazione logica propria del giudice del processo penale, volta
all'accertamento della sussistenza di un reato e della sua commissione da parte
dell'imputato, da quella propria del giudice della riparazione il quale, pur
dovendo operare, eventualmente, sullo stesso materiale, deve seguire un "iter"
logico-motivazionale del tutto autonomo, perché è suo compito stabilire non se
determinate condotte costituiscano o meno reato, ma se queste si sono poste
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale
come fattore condizionante (anche nel concorso dell'altrui errore) alla produzione
dell'evento "detenzione"; ed in relazione a tale aspetto della decisione egli ha
piena ed ampia libertà di valutare il materiale acquisito nel processo, non già per
rivalutarlo, bensì al fine di controllare la ricorrenza o meno delle condizioni
dell'azione, sia in senso positivo che negativo, compresa l'eventuale sussistenza
di una causa di esclusione del diritto alla riparazione.
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