martedì 14 novembre 2017

esonero onere della prova

secondo un principio consolidato, «facendo richiesta di applicazione della pena, l'imputato rinuncia ad avvalersi della facoltà di contestare l'accusa, o, in altri termini, non nega la sua responsabilità ed esonera l'accusa dall'onere della prova; la sentenza che accoglie la detta richiesta contiene, quindi, un accertamento ed un'affermazione impliciti della responsabilità dell'imputato, e pertanto l'accertamento della responsabilità non va espressamente motivato, così come l'affermazione di responsabilità non va espressamente dichiarata» (Sez. U, n. 5777 del 27/03/1992, Di Benedetto). Di conseguenza, «la motivazione della sentenza che applica la pena su richiesta delle parti a norma dell'art. 444 comma secondo cod. proc. pen. si esaurisce in una delibazione ad un tempo positiva e negativa. Positiva a quanto all'accertamento: 1) della sussistenza dell'accordo delle parti sull'applicazione di una determinata pena; 2) della correttezza della qualificazione giuridica del fatto nonché della applicazione e della comparazione delle eventuali circostanze; 3) della congruità della pena patteggiata, ai fini e nei limiti di cui all'art. 27, terzo comma, Cost.; 4) della concedibilità della sospensione condizionale della pena, qualora l'efficacia della richiesta sia stata subordinata alla concessione del beneficio. Negativa quanto alla esclusione della sussistenza di cause di non punibilità o di non procedibilità o di estinzione del reato. Le delibazioni positive debbono essere necessariamente sorrette dalla concisa esposizione dei relativi motivi di fatto e di diritto, mentre, per quanto riguarda il giudizio negativo sulla ricorrenza di alcuna delle ipotesi previste dall'art. 129 cod. proc. pen., l'obbligo di una specifica motivazione sussiste, per la natura stessa della delibazione, soltanto nel caso in cui dagli atti o dalle dichiarazioni delle parti risultino elementi concreti in ordine alla non ricorrenza delle suindicate ipotesi. In caso contrario, è sufficiente la semplice enunciazione, anche implicita, di aver effettuato, con esito negativo, la verifica richiesta dalla legge e cioè che non ricorrono gli estremi per 2 Corte di Cassazione - copia non ufficiale la pronuncia di sentenza di proscioglimento ex art. 129 cod. proc. pen..>> (Sez. U, Di Benedetto, cit.). Unico dovere indeclinabile del giudice resta quello di «esaminare, prima della verifica dell'osservanza dei limiti di legittimità della proposta di pena concordata, gli atti del procedimento al fine di riscontrare l'eventuale esistenza di una qualsiasi causa di non punibilità, la cui operatività, giustificando il proscioglimento dell'imputato e creando un impedimento assoluto all'applicazione della sanzione, è necessariamente sottratta ai poteri dispositivi delle parti. Tale operazione preliminare consiste in una ricognizione allo stato degli atti, che può condurre a una pronuncia di proscioglimento ai sensi dell'art. 129 cod. proc. pen. soltanto se le risultanze disponibili rendano palese l'obiettiva esistenza di una causa di non punibilità, indipendentemente dalla valutazione compiuta dalle parti e senza la necessità di alcun approfondimento probatorio e di ulteriori acquisizioni>> (Sez. U, n. 3 del 25/11/1998, Messina). In coerenza alla natura pattizia dell'accordo ratificato con la sentenza di applicazione della pena, questa Corte ha affermato che «nell'ipotesi di impugnazione di una decisione assunta in conformità alla richiesta formulata dalla parte, secondo lo schema procedimen tale previsto dagli artt. 444 e seguenti cod. proc. perì., l'esigenza di specificità del discorso giustificativo della ragione di impugnazione deve ritenersi più pregnante rispetto ad ipotesi di diversa conclusione del giudizio, dato che la censura sul provvedimento che abbia accolto la richiesta dell'impugnante deve impegnarsi a demolire, prima di tutto, proprio quanto richiesto dalla stessa parte; e ciò anche a scongiurare il pericolo di scarsa serietà e correttezza nella gestione del processo» (Sez. U, n. 11493 del 24/06/1998).

lunedì 23 ottobre 2017

DIRITTO DI DIFESA

In tema di violazioni del codice della strada, la validità della contestazione, quale che sia la forma usata, dipende unicamente dalla sua idoneità a garantire l'esercizio del diritto di difesa al quale è preordinata, e solo tale accertata inidoneità può essere causa di nullità del verbale e della successiva ordinanza-ingiunzione (di recente, Cass. n. 462 del 2016).

giovedì 5 ottobre 2017

spazi di salvezza

Missionari di speranza oggi nel mese di ottobre nella Chiesa è dedicato in modo particolare alla missione, e nella festa San Francesco d’Assisi (4 ottobre) che è stato un grande missionario di speranza! 
Il cristiano non è un profeta di sventura...l’essenza del suo annuncio è l’opposto della sventura: è Gesù, morto per amore e che Dio ha risuscitato al mattino di Pasqua. E questo è il nucleo della fede cristiana...
i Vangeli non si chiudono col venerdì santo, vanno oltre; ed è proprio questo frammento ulteriore a trasformare le nostre vite. I discepoli di Gesù erano abbattuti in quel sabato dopo la sua crocifissione; quella pietra rotolata sulla porta del sepolcro aveva chiuso anche i tre anni entusiasmanti vissuti da loro col Maestro di Nazareth. Sembrava che tutto fosse finito, e alcuni, delusi e impauriti, stavano già lasciando Gerusalemme. 
Ma Gesù risorge! Questo fatto inaspettato rovescia e sovverte la mente e il cuore dei discepoli. Perché Gesù non risorge solo per sé stesso, ... nel giorno di Pentecoste i discepoli sono trasformati dal soffio dello Spirito Santo. Non avranno solamente una bella notizia da portare a tutti, ma saranno loro stessi diversi da prima, come rinati a vita nuova. La risurrezione di Gesù ci trasforma con la forza dello Spirito Santo. Gesù è vivo, è vivo fra noi, è vivente e ha quella forza di trasformare.
Com’è bello pensare che si è annunciatori della risurrezione di Gesù non solamente a parole, ma con i fatti e con la testimonianza della vita!
Gesù Vuole testimoni: persone che propagano speranza con il loro modo di accogliere, di sorridere, di amare. Soprattutto di amare: perché la forza della risurrezione rende i cristiani capaci di amare anche quando l’amore pare aver smarrito le sue ragioni. ...
la fede, la speranza nostra non è solo un ottimismo; è qualche altra cosa, di più! È come se i credenti fossero persone con un “pezzo di cielo” in più sopra la testa.


Così il compito dei cristiani in questo mondo è quello di aprire spazi di salvezza, sempre. ...Ecco, il vero cristiano è così: non lamentoso e arrabbiato, ma convinto, per la forza della risurrezione, che nessun male è infinito, nessuna notte è senza termine, nessun uomo è definitivamente sbagliato, nessun odio è invincibile dall’amore.
Certo, qualche volta i discepoli pagheranno a caro prezzo questa speranza donata loro da Gesù. Pensiamo a tanti cristiani che non hanno abbandonato il loro popolo, quando è venuto il tempo della persecuzione. Sono rimasti lì, dove si era incerti anche del domani, dove non si potevano fare progetti di nessun tipo, sono rimasti sperando in Dio. E pensiamo ai nostri fratelli, alle nostre sorelle del Medio Oriente che danno testimonianza di speranza e anche offrono la vita per questa testimonianza. Questi sono veri cristiani! Questi portano il cielo nel cuore, guardano oltre, sempre oltre. Chi ha avuto la grazia di abbracciare la risurrezione di Gesù può ancora sperare nell’insperato. I martiri di ogni tempo, con la loro fedeltà a Cristo, raccontano che l’ingiustizia non è l’ultima parola nella vita. In Cristo risorto possiamo continuare a sperare. Gli uomini e le donne che hanno un “perché” vivere resistono più degli altri nei tempi di sventura. Ma chi ha Cristo al proprio fianco davvero non teme più nulla. E per questo i cristiani, i veri cristiani, non sono mai uomini facili e accomodanti. La loro mitezza non va confusa con un senso di insicurezza e di remissività. San Paolo sprona Timoteo a soffrire per il vangelo, e dice così: «Dio non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza» (2 Tm 1,7). Caduti, si rialzano sempre. 
Ecco, cari fratelliil cristiano è un missionario di speranza. Non per suo merito, ma grazie a Gesù, il chicco di grano che, caduto nella terra, è morto e ha portato molto frutto (cfr Gv 12,24).

venerdì 8 settembre 2017

Grazie Nonna Grazia

Oggi nel giorno del suo onomastico un pensiero va a lei nonna Grazia. Grazie donna piccola di statura ma grande di cuore. E soprattutto una grandissima lavoratrice. Donna umile e silenziosa. Donna riservata amante delle piante, tante, e degli animali. Grazie nonna per il dono di Tua figlia,  mia madre Chiara. Forse mi avresti voluto sacerdote al quale avresti donato un tuo terreno agricolo per la gioia di vedere tuo nipote sull'altare. Non hai fatto in tempo a seguire la mia crescita le mie scelte. Presto sei tornata Lassù a riposare dopo instancabili giorni di lavoro su questa Terra. Oggi sarebbe stato un giorno di festa per il tuo onomastico. La tua devozione è testimoniata dalla grotta in onore di Sant'Anna che realizzasti ed è ancora lì. Nonna oggi non avresti visto tuo nipote sacerdote ma sono certo che mi vuoi bene ugualmente. Avresti conosciuto i miei figli che di certo avresti coccolato con l'amore silenzioso ma forte.

venerdì 1 settembre 2017

creato

La terra ci venne affidata come dono sublime e come eredità della quale tutti condividiamo la responsabilità
messaggio 
DI PAPA FRANCESCO E DEL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO
PER LA GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER IL CREATO
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/pont-messages/2017/documents/papa-francesco_20170901_messaggio-giornata-cura-creato.html

lunedì 19 giugno 2017

Succede

Succede che mentre speri che Nicola possa svegliarsi dal coma dopo due interventi di angioplastica a seguito di infarti e arresti cardiaci, giunge la notizia che una Tua zia ha appena completato la sua esistenza terrena. Pensi che vicino agli 80 sia la normale. Ma ti dispiace non aver fatto visita in questo ultimo periodo di vita in cui ha lottato contro il brutto tumore ai polmoni.
Succede che un'altra zia, un po' più giovane sia ricoverata per grave crisi a seguito del dannato diabete e versi in una situazione grave.
Succede che mentre tutto ciò sta accadendo Paolo stia anche lui ricoverato per tumore alla prostata.
Succede che un altro zio, anche se 90enne, è uno degli ultimi cinque della sua classe elementare ancora in vita su 40 alunni di allora, stia in carenza di ossigeno e sua moglie affetta anche Lei da un tumore.
Succede che il marito di zia Lucrezia sia finito in un istituto per degenti con alzhaimer forse ciò gli sta risparmiando il dolore della perdita della moglie di cui forse nulla saprà mai.
Succede che apprendi che un tale mons Antonio Neri poco più che 50enne sia deceduto da poco a seguito di un tumore. Ordinato prete dal vescovo don Tonino Bello anche lui deceduto per un tumore.
Succede che pensi sempre al tuo parroco morto per diabete che ha causato un tumore al fegato. Succede che ti ricordi di Tua madre deceduta per tumore al pancreas
Tutto ciò succede mentre vivi e pensi che questa è la vita in cui tutto succede

sabato 17 giugno 2017

Donne forti

Lavinia, Rosa, Tina sono donne forti.
La vita le ha rese così.
Cresciute con una mamma volata presto in cielo,
sono state subito donne. Le donne di casa, madri per i fratelli orfani della stessa mamma.
Un po' mogli, per quell'uomo anch'egli lasciato presto solo:vedovo.
Ma la vita non si è accontentata, le ha forgiate ancora più forti contro il dolore.
Donne che han visto volare in cielo una nipotina di pochissimi anni.
Donne che han dovuto sopportare anche il distacco geografico, lungo quanto la distanza, Italia - America.
Ma la vita non si è ancora saziata. Le ha rese ancora più resistenti. Prima vedere un fratello subire danni a causa di un servizio di leva obbligatorio che per indicibile malasorte ha causato per vaccini mal somministrati una pesante invalidità. Ma loro si sono rafforzate al solo vedere il sorriso di quel fratellone indebolito dalla disabilità. Eppure quella vita non era ancora convinta della fortezza di queste sorelle, mogli, madri. È così han subito un altro indicibile colpo, il coccolato fratello, con lo stesso sorriso con cui ha accettato l'invalidità, accettare la precoce morte.
Morte e vita che si affrontano in un continuo duello. Così le forti sorelle devono adesso farsi carico del l'anziano papà che è stato debilitato dal male oscuro. È mentre con quella forza che sembra diventata una corazza affrontano la difficile situazione del padre malato ecco quella durissima vita provare ancora fortemente le dure donne, un altro fratello che da ieri (16 giugno) combatte tra la vita e morte. Ben due infarti con urgente angioplastica. È per le dure donne è stato un durissimo ulteriore colpo. Resta la flebile speranza a cui fortemente tutti ci aggrappiamo per non causare loro un ulteriore danno. Forza e coraggio