https://www.facebook.com/photo.php?fbid=462252303950960&set=oa.1103561649660123&type=1&theater
al seguente link una poesia
e altre preghiere alla Madonna degli Angeli
visitate e se volete mettete MI PIACE
mercoledì 24 giugno 2015
mercoledì 27 maggio 2015
Ortopatia= possibilità di vivere correttamente le proprie emozioni
nel presente, o portatrice di passato carico d’affetto attraverso il contributo
del pathos verso l’auotrascendenza del mistero
ortopatia della concreta persona
sin dall’inizio della vita, attraverso interazioni con persone
(genitori/gruppo) o situazioni
dall’interazione nasce il volere
emotivo
ci può essere uno sviluppo sano,
rinforzandosi progressivamente
oppure
seguire una linea disturbata e
interferita
l’orotpatia è decisiva per
l’educazione della fede in interazione stretta con gli altri tratti dello
sviluppo della persona
SVILUPPO RELAZIONALE
SVILUPPO COGNITIVO
SVILUPPO DELL’IO
L’ortopatia è esperessione della
–PERCEZIONE
-
MEMORIA AFFETTIVA
Ha un’influenza centrale sulla
conoscenza.
Decisivo e determinante è il
ruolo dell’AFFETTIVITA’ nel sorgere e strutturarsi della religione, COSTITUENDO
PRINCIPALE elemento costitutivo e supporto espressivo.
Doppio ruolo:
-
intervento dinamico
-
percezione intuitiva del contatto col soprannaturale.
L’ortopatia della concreta
persona è collegata alla condizione della sua memoria affettiva (dimensione
psichica molto incisiva).
L’esperienza basilare e
primordiale fa da deterrente e perno allo sviluppo dell’ortopatia.
ESPERIENZA CHE Dà VITA A UN PUNTO
SALDO #INTERIORE è RICAVATA l’ungo l’arco evolutivo. A seguito di tale
esperienza il limite può essere accettato al positivo e si sviluppa un SENTIRE
Corretto.
Formazione personale legata alla
capacità di INTERIORIZZARE VALORI attraverso il grado di libertà di esperienza
frutto dell’ortopatia presente lungo il percorso.
Libertà esperienziale e otopatia sono
collegate
L’ortopatia è legata al grado di
libertà esperenziale, che a sua volta amplia il grado di otopatia.
Fruttto della libertà esperienziale
e dell’ortopatia è la LIBERTA’
INTERIORE di fornte a tutto ciò che si vive all’interno e all’esterno della
persona.
Tale libertà interiore permette
alla persona di essere in verità , di attuare la vocazione in pienezza, offrire
un contributo costruttivo ove si vive.
Se l’ortopatia è assente prendono
corpo le ILLUSIONI che rivelano la complessità dei fattori e il fragile
equilibrio della crescita
venerdì 8 maggio 2015
leggere i media (prima parte)
la “comunicazione sociale” con l’ottica della
“fede cristiana"
La “via da seguire” è quella della VERITÀ, che richiede sia ai “produttori” sia ai “consumatori” d
1. rispetto della cosa comunicata e del modo con cui viene comunicata
2. la cosciente comprensione del messaggio ricevuto e la corretta valutazione morale del suo significat
3. la coerenza delle proprie azioni con la fede cristiana...
significa conoscere i “codici espressivi” (di natura linguistica) e le “strutture iconiche” (di natura semiologica) per poter rispettare la comunicazione, tanto per chi la “produce” quanto per chi la decodifica (RECETTORE: il pubblico).
Pap Giovanni Paolo II, in occasione della XXV^ GIORNATA MONDIALE DELLA COMUNICAZIONE SOCIALE (13 ottobre 1991) ricorda ai fedeli che «Da molto tempo la Chiesa ritiene che i media siano da considerare dei Doni di Dio» e subito dopo precisa che in quanto tali il loro fine è «lo stesso dei mezzi di comunicazione più tradizionali (il gesto, il disegno, le parole e la scrittura): avvicinarci l’un l’altro più intimamente nella fratellanza e nella mutua comprensione, ed aiutarci a progredire nella ricerca del nostro destino umano»;
«l’uso dei mezzi di comunicazione (oggi) così potenti (...) richiede in tutti coloro che ne sono coinvolti (produttori e fruitori) un alto senso di responsabilità (di competenza, conoscenza ed uso)... Se essi (i media) adempiono o non allo scopo per il quale ci sono stati dati, dipende in larga misura dalla saggezza con la quale se ne fa uso. (...) In questo quadro, ogni membro della famiglia dell’uomo, dal più semplice consumatore al più grande produttore di programmi, ha una responsabilità individuale».
Il Cardinale Martini ha evidenziando sia la provvidenzialità del progresso massmediale, sia la difficoltà di approccio a questi strumenti.
«Il problema sorge - osserva Padre Taddei - dalla presunta “obiettività informativa ... va da sé, allora, che il “mito dell’informazione obiettiva” va un po’ rivisto» (2).
“informazione” significa “mettere in forma, dare forma o far prendere
forma”. La televisione
(il cinema o la stampa) è uno strumento informativo che
tende a “formare” dei “contenuti mentali”.
la televisione è un dono di Dio, come tale deve essere usata.
Comunicare è un’attività essenziale per l’esistenza e lo sviluppo dell’umanità. Capire la comunicazione è altrettanto essenziale.
non dobbiamo mai dimenticare che, per esprimere i contenuti di un evento, il “linguaggio dell’immagine” (tecnica), in special modo quella riprodotta dalla TV, si avvale, contemporaneamente, del “contenuto concettuale” (tipico della tradizione orale) e della descrizione figurativa (di natura grafica). La comunicazione con l’immagine è sempre avvolta da questa doppia patina informativa che costituisce, per un verso, l’interpretazione ideologica (che concettualizza l’ideologia di riferimento), e, per l’altro, la riproduzione idealogica (che determina l’idea che, di quell’avvenimento, l’autore dell’immagine si è fatta) (5).
con la “comunicazione audiovisiva” siamo di fronte al “veicolo” che trasporta, clandestinamente, l’esistenzialità dell’autore del segno e, proprio perché il trasporto avviene in modo clandestino, ci si rende conto dei suoi malefici effetti solo a cose accadute (6)
È necessario, fin dai primi anni di scolarizzazionei nsegnare a “leggere i media"
Ha scritto il Papa, la comunicazione di massa «ha creato una nuova cultura- la quale -più che dai contenuti, nasce dal fatto stesso che esistono nuovi modi di comunicare, con nuovi linguaggi, nuove tecniche- tipiche della comunicazione contemporanea, -e nuovi linguaggi psicologici». Questo nuovo linguaggio, tocca anche l’educazione religiosa. Al riguardo ha precisato che «l’evangelizzazione stessa della cultura moderna dipende in gran parte dall’influsso dei massmedia» (7).
NOTE E BIBLIOGRAFIA
1) Sulle disposizioni della Chiesa sulla Comunicazione Sociale e la Sua Missione si vedano. INTER MIRIFICA –Decreto conciliare sugli strumenti di comunicazione sociale- Edizioni Paoline; COMMUNIO ET PROGRESSIO –Istruzione pastorale sulla comunicazione sociale- Edizioni Paoline; IL DOVERE PASTORALE DELLA COMUNICAZIONE SOCIALE –Nota della commissione della CEI a vent’anni dal decreto conciliare “Inter Mirifica”- Edizioni Paoline; CRITERI DI COLLABORAZIONE ECUMENICA ED INTERRELIGIOSA NEL CAMPO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI –Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali- Edizioni Paoline; AETATIS NOVAE –Istruzione pastorale sulle comunicazioni sociali nel 20 anniversario della “Communio et Progressio”- Edizioni Paoline; in modo particolare, la lettera di Giovanni Paolo II, REDEMPTORIS MISSIO, in riferimento alla validità del mandato missionario- Edizioni Paoline.
2) NAZARENO TADDEI, “Mass Media e Famiglia”, in “Documenti” anno IV, n. 22/23, CISF- Centro Internazionale Studi Famiglia, Soc. S. Paolo.
3) Sulle “comunicazioni clandestine” si veda: N. TADDEI, “Lettura strutturale della fotografia” edizioni EDAV, Roma, 1984; sugli effetti dei programmi televisivi è interessante leggere il saggio di KARL R. POPPER e JHON CONDRY, “Cattiva Maestra Televisione”, in RESET, 1994, Del saggio non condivido la soluzione da loro proposta, in quanto si limita al controllo del contenuto, ovvero al semplice aspetto concettuale dell’informazione televisiva. Gli autori ignorano gli elementi massmediali dell’immagine tecnica (e quindi la necessità di apprendere il nuovo alfabeto iconico). I dati rilevati dalle ricerche e sperimentazioni finora hanno dimostrato che il recupero cognitivo, inteso come autonomia del pensiero, è reso possibile solo mediante l’uso degli elementi di iconicità propri dell’immagine e non della convenzione linguistica.
4) Per saperne di più, N. TADDEI, “Leggere la disinformazione”, sette articoli pubblicati in “EDAV –Educazione Audiovisiva”, dal n. 245/96 al n. 252/97, rivista mensile, edizioni Edav-CiSCS, Roma. Sul comportamento delle persone di fronte ai massmedia, UMBERTO ECO, “La cultura di massa e livelli di cultura” in “Apocalittici ed integrati”, edizioni Bombiani, Mi.1973;
5) N. TADDEI, “Lettura strutturale della fotografia”, op. cit.; U. ECO, “Segno”, edizioni Isedi, Mi.1978; DOMENICO VOLPI, “Didattica dei fumetti –tecniche per una scuola nuova”, edizioni La Scuola, Br.1977; CHARLES R. WRIGHT, “La comunicazione di massa –prospettiva sociologica”, edizioni Armando, Roma, 1976.
6) Sugli effetti del gioco delle immagini sul pensiero logico, BEN GRADUS, “La pubblicità televisiva”, edizioni Gremese, Roma,1992; BERNARD WILKIE, “Effetti Speciali –per il cinema e la televisione”, edizioni Gremese, Roma, 1982.
7) PAPA GIOVANNI PAOLO II, “Redemptoris Missio”, enciclica –art. 37.
8) LUIGI ZAFFAGNINI, “metodologia didattica e mentalità massmediale”, articolo sul mensile “EDAV- Educazione Audiovisiva” n. 249/97, edizioni Edav-CiSCS, Roma, pgg.10/13; AA.VV –a cura di N. TADDEI, “Scuola 2000: insegnare con l’immagine –una metodologia”, atti di Convegno- Monastero di S. Croce –Bocca di Magra (SP) 12-13 dicembre 1992, edizioni Edav-CiSCS, Roma, 1994.
http://www.edav.it/articolo2.asp?id=606
La “via da seguire” è quella della VERITÀ, che richiede sia ai “produttori” sia ai “consumatori” d
1. rispetto della cosa comunicata e del modo con cui viene comunicata
2. la cosciente comprensione del messaggio ricevuto e la corretta valutazione morale del suo significat
3. la coerenza delle proprie azioni con la fede cristiana...
significa conoscere i “codici espressivi” (di natura linguistica) e le “strutture iconiche” (di natura semiologica) per poter rispettare la comunicazione, tanto per chi la “produce” quanto per chi la decodifica (RECETTORE: il pubblico).
Pap Giovanni Paolo II, in occasione della XXV^ GIORNATA MONDIALE DELLA COMUNICAZIONE SOCIALE (13 ottobre 1991) ricorda ai fedeli che «Da molto tempo la Chiesa ritiene che i media siano da considerare dei Doni di Dio» e subito dopo precisa che in quanto tali il loro fine è «lo stesso dei mezzi di comunicazione più tradizionali (il gesto, il disegno, le parole e la scrittura): avvicinarci l’un l’altro più intimamente nella fratellanza e nella mutua comprensione, ed aiutarci a progredire nella ricerca del nostro destino umano»;
«l’uso dei mezzi di comunicazione (oggi) così potenti (...) richiede in tutti coloro che ne sono coinvolti (produttori e fruitori) un alto senso di responsabilità (di competenza, conoscenza ed uso)... Se essi (i media) adempiono o non allo scopo per il quale ci sono stati dati, dipende in larga misura dalla saggezza con la quale se ne fa uso. (...) In questo quadro, ogni membro della famiglia dell’uomo, dal più semplice consumatore al più grande produttore di programmi, ha una responsabilità individuale».
Il Cardinale Martini ha evidenziando sia la provvidenzialità del progresso massmediale, sia la difficoltà di approccio a questi strumenti.
«Il problema sorge - osserva Padre Taddei - dalla presunta “obiettività informativa ... va da sé, allora, che il “mito dell’informazione obiettiva” va un po’ rivisto» (2).
la televisione è un dono di Dio, come tale deve essere usata.
Comunicare è un’attività essenziale per l’esistenza e lo sviluppo dell’umanità. Capire la comunicazione è altrettanto essenziale.
non dobbiamo mai dimenticare che, per esprimere i contenuti di un evento, il “linguaggio dell’immagine” (tecnica), in special modo quella riprodotta dalla TV, si avvale, contemporaneamente, del “contenuto concettuale” (tipico della tradizione orale) e della descrizione figurativa (di natura grafica). La comunicazione con l’immagine è sempre avvolta da questa doppia patina informativa che costituisce, per un verso, l’interpretazione ideologica (che concettualizza l’ideologia di riferimento), e, per l’altro, la riproduzione idealogica (che determina l’idea che, di quell’avvenimento, l’autore dell’immagine si è fatta) (5).
con la “comunicazione audiovisiva” siamo di fronte al “veicolo” che trasporta, clandestinamente, l’esistenzialità dell’autore del segno e, proprio perché il trasporto avviene in modo clandestino, ci si rende conto dei suoi malefici effetti solo a cose accadute (6)
È necessario, fin dai primi anni di scolarizzazionei nsegnare a “leggere i media"
Ha scritto il Papa, la comunicazione di massa «ha creato una nuova cultura- la quale -più che dai contenuti, nasce dal fatto stesso che esistono nuovi modi di comunicare, con nuovi linguaggi, nuove tecniche- tipiche della comunicazione contemporanea, -e nuovi linguaggi psicologici». Questo nuovo linguaggio, tocca anche l’educazione religiosa. Al riguardo ha precisato che «l’evangelizzazione stessa della cultura moderna dipende in gran parte dall’influsso dei massmedia» (7).
2) NAZARENO TADDEI, “Mass Media e Famiglia”, in “Documenti” anno IV, n. 22/23, CISF- Centro Internazionale Studi Famiglia, Soc. S. Paolo.
3) Sulle “comunicazioni clandestine” si veda: N. TADDEI, “Lettura strutturale della fotografia” edizioni EDAV, Roma, 1984; sugli effetti dei programmi televisivi è interessante leggere il saggio di KARL R. POPPER e JHON CONDRY, “Cattiva Maestra Televisione”, in RESET, 1994, Del saggio non condivido la soluzione da loro proposta, in quanto si limita al controllo del contenuto, ovvero al semplice aspetto concettuale dell’informazione televisiva. Gli autori ignorano gli elementi massmediali dell’immagine tecnica (e quindi la necessità di apprendere il nuovo alfabeto iconico). I dati rilevati dalle ricerche e sperimentazioni finora hanno dimostrato che il recupero cognitivo, inteso come autonomia del pensiero, è reso possibile solo mediante l’uso degli elementi di iconicità propri dell’immagine e non della convenzione linguistica.
4) Per saperne di più, N. TADDEI, “Leggere la disinformazione”, sette articoli pubblicati in “EDAV –Educazione Audiovisiva”, dal n. 245/96 al n. 252/97, rivista mensile, edizioni Edav-CiSCS, Roma. Sul comportamento delle persone di fronte ai massmedia, UMBERTO ECO, “La cultura di massa e livelli di cultura” in “Apocalittici ed integrati”, edizioni Bombiani, Mi.1973;
5) N. TADDEI, “Lettura strutturale della fotografia”, op. cit.; U. ECO, “Segno”, edizioni Isedi, Mi.1978; DOMENICO VOLPI, “Didattica dei fumetti –tecniche per una scuola nuova”, edizioni La Scuola, Br.1977; CHARLES R. WRIGHT, “La comunicazione di massa –prospettiva sociologica”, edizioni Armando, Roma, 1976.
6) Sugli effetti del gioco delle immagini sul pensiero logico, BEN GRADUS, “La pubblicità televisiva”, edizioni Gremese, Roma,1992; BERNARD WILKIE, “Effetti Speciali –per il cinema e la televisione”, edizioni Gremese, Roma, 1982.
7) PAPA GIOVANNI PAOLO II, “Redemptoris Missio”, enciclica –art. 37.
8) LUIGI ZAFFAGNINI, “metodologia didattica e mentalità massmediale”, articolo sul mensile “EDAV- Educazione Audiovisiva” n. 249/97, edizioni Edav-CiSCS, Roma, pgg.10/13; AA.VV –a cura di N. TADDEI, “Scuola 2000: insegnare con l’immagine –una metodologia”, atti di Convegno- Monastero di S. Croce –Bocca di Magra (SP) 12-13 dicembre 1992, edizioni Edav-CiSCS, Roma, 1994.
http://www.edav.it/articolo2.asp?id=606
martedì 28 aprile 2015
pregare lo Spirito
Nella vita della Chiesa è sempre fondamentale aprirsi alle novità dello Spirito Santo.
Molti non capivano che Dio è il Dio delle novità: ‘Io faccio tutto nuovo’, ci dice.
Llo Spirito Santo è venuto per rinnovarci e continuamente fa questo lavoro di rinnovarci.
è lo Spirito Santo che fa vedere la verità.
è lo Spirito che ci fa conoscere la voce di Gesù
è opera dello Spirito Santo l'andare avanti della Chiesa.
Senza preghiera, non c’è posto per lo Spirito.
Signore, dacci lo Spirito Santo perché possiamo discernere in ogni tempo cosa dobbiamo fare.
Le novità dello Spirito Santo, bisogna discernerle, e per discernerle bisogna pregare.
Dacci la grazia di non avere paura quando lo Spirito, con sicurezza, mi dice di fare un passo avanti.
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lunedì 30 marzo 2015
emozione e di tensione
Notizie belle
creano profonda emozione
ma le stesse belle notizie
danno anche tensione.
Attese
speranze
gioie
paure
ci sei
grazie
creano profonda emozione
ma le stesse belle notizie
danno anche tensione.
Attese
speranze
gioie
paure
ci sei
grazie
grazie don Pierino
http://www.torittonline.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3795:torittesi-nellanno-della-vita-consacrata-don-pierino-dattoli&catid=96:consacrati-torittesi&Itemid=162 a questo link il mio articolo per ringraziare un grande sacerdote
Don Pierino Dattoli 30.3.2002
oggi 13imo anniversario della sua Pasqua.
http://www.torittonline.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3795:torittesi-nellanno-della-vita-consacrata-don-pierino-dattoli&catid=96:consacrati-torittesi&Itemid=162
Don Pierino Dattoli 30.3.2002
oggi 13imo anniversario della sua Pasqua.
http://www.torittonline.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3795:torittesi-nellanno-della-vita-consacrata-don-pierino-dattoli&catid=96:consacrati-torittesi&Itemid=162
venerdì 20 febbraio 2015
c'è posto nel tuo cuore?
chiamati a vivere coerentemente l’amore a Dio e l’amore al prossimo.
Per il Signore “non è digiuno, non mangiare la carne” ma poi “litigare e sfruttare gli operai”.
Il digiuno che vuole Gesù invece è quello che scioglie le catene inique, rimanda liberi gli oppressi, veste i nudi, fa giustizia.
l’amore a Dio e l’amore al prossimo sono una unità e se tu vuoi fare penitenza, reale non formale, devi farla davanti a Dio e anche con il tuo fratello, con il prossimo”.
Si può avere tanta fede, ma se “non fai opere è morta, a che serve”.
A uno va a Messa tutte le domeniche e fa la comunione, gli si può chiedere: “E com’ è il tuo rapporto con i tuoi dipendenti? Li paghi in nero? Paghi loro il salario giusto? versi i contributi per la pensione? Per assicurare la salute?”:
Tu non puoi fare offerte alla Chiesa sulle spalle della ingiustizia che fai con i tuoi dipendenti. Questo è un peccato gravissimo: è usare Dio per coprire l’ingiustizia”.
“Non è un buon cristiano quello che non fa giustizia con le persone che dipendono da lui”. E non è un buon cristiano, “quello che non si spoglia di qualcosa necessaria a lui per dare a un altro che abbia bisogno”. Il cammino della Quaresima, “è doppio, a Dio e al prossimo: è reale, non è meramente formale. Non è non mangiare carne solamente il venerdì, fare qualcosina, e poi fare crescere l’egoismo, lo sfruttamento del prossimo, l’ignoranza dei poveri”.
la Quaresima serve “per pensare a loro: cosa posso fare per i bambini, per gli anziani, che non hanno la possibilità di essere visitati da un medico?”, che magari aspettano “otto ore e poi ti danno il turno per una settimana dopo”. “Cosa fai per quella gente?
in questa Quaresima nel tuo cuore c’è posto per quelli che non hanno compiuto i comandamenti? Che hanno sbagliato e sono in carcere?”:
Nel tuo cuore i carcerati hanno un posto? Tu preghi per loro, perché il Signore li aiuti a cambiare vita?’ Accompagna, Signore, il nostro cammino quaresimale perché l’osservanza esteriore corrisponda a un profondo rinnovamento dello Spirito.
Quaresima
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