venerdì 1 settembre 2017

creato

La terra ci venne affidata come dono sublime e come eredità della quale tutti condividiamo la responsabilità
messaggio 
DI PAPA FRANCESCO E DEL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO
PER LA GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER IL CREATO
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/pont-messages/2017/documents/papa-francesco_20170901_messaggio-giornata-cura-creato.html

lunedì 19 giugno 2017

Succede

Succede che mentre speri che Nicola possa svegliarsi dal coma dopo due interventi di angioplastica a seguito di infarti e arresti cardiaci, giunge la notizia che una Tua zia ha appena completato la sua esistenza terrena. Pensi che vicino agli 80 sia la normale. Ma ti dispiace non aver fatto visita in questo ultimo periodo di vita in cui ha lottato contro il brutto tumore ai polmoni.
Succede che un'altra zia, un po' più giovane sia ricoverata per grave crisi a seguito del dannato diabete e versi in una situazione grave.
Succede che mentre tutto ciò sta accadendo Paolo stia anche lui ricoverato per tumore alla prostata.
Succede che un altro zio, anche se 90enne, è uno degli ultimi cinque della sua classe elementare ancora in vita su 40 alunni di allora, stia in carenza di ossigeno e sua moglie affetta anche Lei da un tumore.
Succede che il marito di zia Lucrezia sia finito in un istituto per degenti con alzhaimer forse ciò gli sta risparmiando il dolore della perdita della moglie di cui forse nulla saprà mai.
Succede che apprendi che un tale mons Antonio Neri poco più che 50enne sia deceduto da poco a seguito di un tumore. Ordinato prete dal vescovo don Tonino Bello anche lui deceduto per un tumore.
Succede che pensi sempre al tuo parroco morto per diabete che ha causato un tumore al fegato. Succede che ti ricordi di Tua madre deceduta per tumore al pancreas
Tutto ciò succede mentre vivi e pensi che questa è la vita in cui tutto succede

sabato 17 giugno 2017

Donne forti

Lavinia, Rosa, Tina sono donne forti.
La vita le ha rese così.
Cresciute con una mamma volata presto in cielo,
sono state subito donne. Le donne di casa, madri per i fratelli orfani della stessa mamma.
Un po' mogli, per quell'uomo anch'egli lasciato presto solo:vedovo.
Ma la vita non si è accontentata, le ha forgiate ancora più forti contro il dolore.
Donne che han visto volare in cielo una nipotina di pochissimi anni.
Donne che han dovuto sopportare anche il distacco geografico, lungo quanto la distanza, Italia - America.
Ma la vita non si è ancora saziata. Le ha rese ancora più resistenti. Prima vedere un fratello subire danni a causa di un servizio di leva obbligatorio che per indicibile malasorte ha causato per vaccini mal somministrati una pesante invalidità. Ma loro si sono rafforzate al solo vedere il sorriso di quel fratellone indebolito dalla disabilità. Eppure quella vita non era ancora convinta della fortezza di queste sorelle, mogli, madri. È così han subito un altro indicibile colpo, il coccolato fratello, con lo stesso sorriso con cui ha accettato l'invalidità, accettare la precoce morte.
Morte e vita che si affrontano in un continuo duello. Così le forti sorelle devono adesso farsi carico del l'anziano papà che è stato debilitato dal male oscuro. È mentre con quella forza che sembra diventata una corazza affrontano la difficile situazione del padre malato ecco quella durissima vita provare ancora fortemente le dure donne, un altro fratello che da ieri (16 giugno) combatte tra la vita e morte. Ben due infarti con urgente angioplastica. È per le dure donne è stato un durissimo ulteriore colpo. Resta la flebile speranza a cui fortemente tutti ci aggrappiamo per non causare loro un ulteriore danno. Forza e coraggio

mercoledì 10 maggio 2017

MADRE DELLA SPERANZA


 Madre della Speranza
Maria, Madre della speranza. Maria ha attraversato più di una notte nel suo cammino di madre. Fin dal primo apparire nella storia dei vangeli, la sua figura si staglia come se fosse il personaggio di un dramma. Non era semplice rispondere con un “sì” all’invito dell’angelo: eppure lei, donna ancora nel fiore della giovinezza, risponde con coraggio, nonostante nulla sapesse del destino che l’attendeva. Maria in quell’istante ci appare come una delle tante madri del nostro mondo, coraggiose fino all’estremo quando si tratta di accogliere nel proprio grembo la storia di un nuovo uomo che nasce.
Quel “sì” è il primo passo di una lunga lista di obbedienze che accompagneranno il suo itinerario di madre
Maria appare nei vangeli come una donna silenziosa, che spesso non comprende tutto quello che le accade intorno, ma che medita ogni parola e ogni avvenimento nel suo cuore.

Maria: non è una donna che si deprime davanti alle incertezze della vita, specialmente quando nulla sembra andare per il verso giusto. Non è nemmeno una donna che protesta con violenza, che inveisce contro il destino della vita che ci rivela spesso un volto ostile. È invece una donna che ascolta c’è sempre un grande rapporto tra la speranza e l’ascolto

Maria riappare proprio nel momento cruciale: quando buona parte degli amici si sono dileguati a motivo della paura. Le madri non tradiscono, e in quell’istante, ai piedi della croce, nessuno di noi può dire quale sia stata la passione più crudele: se quella di un uomo innocente che muore sul patibolo della croce, o l’agonia di una madre che accompagna gli ultimi istanti della vita di suo figlio. Ia presenza della Madre: lei “stava” (Gv 19,25), 

Maria “stava” nel buio più fitto, ma “stava”. Non se ne è andata. Maria è lì, fedelmente presente, ogni volta che c’è da tenere una candela accesa in un luogo di foschia e di nebbie. Nemmeno lei conosce il destino di risurrezione che suo Figlio stava in quell’istante aprendo per tutti noi uomini: è lì per fedeltà al piano di Dio di cui si è proclamata serva nel primo giorno della sua vocazione, ma anche a causa del suo istinto di madre che semplicemente soffre, ogni volta che c’è un figlio che attraversa una passione. Le sofferenze delle madri: tutti noi abbiamo conosciuto donne forti, che hanno affrontato tante sofferenze dei figli!
La ritroveremo nel primo giorno della Chiesa, lei, madre di speranza, in mezzo a quella comunità di discepoli così fragili: uno aveva rinnegato, molti erano fuggiti, tutti avevano avuto paura (cfr At 1,14). Ma lei semplicemente stava lì, nel più normale dei modi, come se fosse una cosa del tutto naturale: nella prima Chiesa avvolta dalla luce della Risurrezione, ma anche dai tremori dei primi passi che doveva compiere nel mondo.
Per questo tutti noi la amiamo come Madre. Non siamo orfani: abbiamo una Madre in cielo, che è la Santa Madre di Dio. Perché ci insegna la virtù dell’attesa, anche quando tutto appare privo di senso: lei sempre fiduciosa nel mistero di Dio, anche quando Lui sembra eclissarsi per colpa del male del mondo. Nei momenti di difficoltà, Maria, la Madre che Gesù ha regalato a tutti noi,...possa sempre dire al nostro cuore: “Alzati! Guarda avanti, guarda l’orizzonte”.


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lunedì 8 maggio 2017

latrare del cane e reato art 659 cod. pen

per consolidata e temporalmente radicata giurisprudenza della Cassazione, ai fini della integrazione del reato di cui all'art. 659 cod. pen. è necessario che i rumori, gli schiamazzi e le altre fonti sonore indicate nella norma superino la normale tollerabilità ed abbiano, anche in relazione allo loro intensità, l'attitudine a propagarsi ed a disturbare un numero indeterminato di persone, e ciò a prescindere dal fatto che, in concreto, alcune persone siano state effettivamente disturbate; invero, trattandosi di reato di pericolo, è sufficiente che la condotta dell'agente abbia l'attitudine a ledere il bene giuridico protetto dalla norma incriminatrice, ed è indifferente che la lesione del bene si sia in concreto verificata (Corte di cassazione, Sezione I penale, 7 giugno 1996, n. 5714). ....l'elemento essenziale della fattispecie di reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone è l'idoneità del fatto ad arrecare disturbo ad un numero indeterminato di persone e non già l'effettivo disturbo arrecato alle stesse (Corte di cassazione, Sezione I penale, 7 gennaio 2008, n. 246). ....è, tuttavia, un reato di pericolo concreto, nel senso che, sebbene non sia necessaria ai fini della integrazione della fattispecie penale la concreta lesione del bene interesse protetto dalla norma incriminatrice - da individuarsi nel diritto alla quiete nelle proprie occupazioni ed al riposo di una pluralità tendenzialmente ampia ed indeterminata di soggetti e non solo del singolo e ristretto gruppo di individui che per avventura si trovino a soggiornare nei pressi del luogo dal quale originano gli schiamazzi, i rumori o comunque le emissioni sonore di cui alla predetta norma - è, tuttavia, necessario che siffatta idoneità potenziale alla lesione di una indeterminata pluralità di persone si presenti e sia dimostrata in termini di concreta sussistenza. E' di tutta evidenza che tale dimostrazione, oltre a poter essere data attraverso misurazioni strumentali che, per la loro obbiettiva pregnanza, potranno essere di per sé indicative della idoneità della fonte sonora a diffondersi in termini di intollerabilità, presso un numero imprecisato di soggetti, potrà essere offerta attraverso la analisi di diversi dati fattuali, quali la ubicazione della fonte sonora, in particolare con riferimento al fatto se la stessa si trovi in un luogo isolato ovvero densamente abitato; l'esistenza o meno di un rilevante rumore di fondo che elida in misura più o meno significativa l'idoneità a diffondere i suoi effetti propria della fonte sonora oggetto della ipotesi accusatoria; il fatto che si tratti di una emissione  costante ovvero ripetuta, nel qual caso se siffatta ripetizione soggetta a periodi costanti, più o meno brevi, ovvero se sia occasionale e sporadica. E' sulla base dell'analisi di questi elementi, ed altri di tale genere che sarà compito del giudice del merito di volta in volta enucleare attraverso l'esame del caso di specie, che è possibile verificare nel concreto l'attitudine, ancorché solo potenziale, della fonte sonora ad arrecare, oltre il limite della normale tollerabilità, la lesione della quiete e del riposo di un numero indeterminato di persone,

mercoledì 26 aprile 2017

impugnazione secondo la qualificazione fatta dal giudice

1"impugnazione di un provvedimento giurisdizionale deve essere proposta nelle forme previste dalla legge per la domanda così come è stata qualificata dal giudice, a prescindere dalla correttezza o meno di tale qualificazione, e non come le parti ritengano che debba essere qualificata, costituendo l'interpretazione della domanda giudiziale operazione riservata al giudice del merito (sentt. nn. 30201/08, 4617/11)

mercoledì 22 marzo 2017

speranza: perseveranza e consolazione

la speranza cristiana non è ottimismo, è: la «perseveranza» e la «consolazione» 

La perseveranza (pazienza) : è la capacità di sopportare, portare sopra le spalle, “sop-portare”, di rimanere fedeli, anche quando il peso sembra diventare troppo grande, insostenibile, e saremmo tentati di giudicare negativamente e di abbandonare tutto e tutti. 
La consolazione è la grazia di saper cogliere e mostrare in ogni situazione, anche in quelle maggiormente segnate dalla delusione e dalla sofferenza, la presenza e l’azione compassionevole di Dio. 
La Parola ci rivela che il Signore è davvero «il Dio della perseveranza e della consolazione»  che rimane sempre fedele al suo amore per noi. 
E' perseverante nell’amore con noi, non si stanca di amarci! si prende cura di noi, ricoprendo le nostre ferite con la carezza della sua bontà e della sua misericordia, cioè ci consola. Non si stanca neanche di consolarci.

«Noi, che siamo i forti, abbiamo il dovere di portare le infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi» (v. 1). la nostra forza non viene da noi, ma dal Signore. Chi sperimenta nella propria vita l’amore fedele di Dio e la sua consolazione è in grado, anzi, in dovere di stare vicino ai fratelli più deboli e farsi carico delle loro fragilità. Se noi stiamo vicini al Signore, avremo quella fortezza per essere vicini ai più deboli, ai più bisognosi e consolarli e dare forza a loro
Noi  siamo semplicemente come un “canale” che trasmette i doni del Signore; “seminatore” di speranza.
 oggi serve seminare speranza, ma non è facile …

«avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull’esempio di Cristo Gesù» (v. 5). 
La Parola di Dio alimenta una speranza che si traduce concretamente in condivisione, in servizio reciproco. Perché anche chi è “forte” si trova prima o poi a sperimentare la fragilità e ad avere bisogno del conforto degli altri; e viceversa nella debolezza si può sempre offrire un sorriso o una mano al fratello in difficoltà. Ed è una comunità così che “con un solo animo e una voce sola rende gloria a Dio” (cfr v. 6). Ma tutto questo è possibile se si mette al centro Cristo, e la sua Parola, perché Lui è il “forte”, Lui è quello che ci dà la fortezza, che ci dà la pazienza, che ci dà la speranza, che ci dà la consolazione. Lui è il “fratello forte” che si prende cura di ognuno di noi: tutti infatti abbiamo bisogno di essere caricati sulle spalle dal Buon Pastore e di sentirci avvolti dal suo sguardo tenero e premuroso.



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