giovedì 28 aprile 2016

strada nuova

Il protagonista della Chiesa” è lo Spirito Santo, è Lui che dal primo momento ha dato la forza agli apostoli di proclamare il Vangelo, lo Spirito  fa tutto, porta la Chiesa avanti, anche “con i suoi problemi”, anche “quando scoppia la persecuzione” è Lui “che dà la forza ai credenti per rimanere nella fede”, anche nei momenti “di resistenze e di accanimento dei dottori della legge”.
Lo Spirito metteva i cuori su una strada nuova
Chi ha paura di ascoltare non ha lo Spirito nel cuore
 Ascoltare, non avere paura di ascoltare. Quando uno ha paura di ascoltare, non ha lo Spirito nel suo cuore. Ascoltare: ‘Tu che pensi e perché?’.
 Ascoltare con umiltà.
novità mondane e novità dello Spirito
I pagani convertiti non sono obbligati alla circoncisione. E' una decisione comunicata attraverso una lettera in cui “il protagonista è lo Spirito Santo”. Infatti, i discepoli affermano:
“Lo Spirito Santo e noi abbiamo deciso…”. Questa  è la strada della Chiesa “davanti alle novità, non le novità mondane, come sono le mode dei vestiti”, ma “le novità, le sorprese dello Spirito, perché lo Spirito sempre ci sorprende. E come risolve la Chiesa questo? Come affronta questi problemi, per risolverli? Con la riunione, l’ascolto, la discussione, la preghiera e la decisione finale”:
“Questa è la strada della Chiesa fino ad oggi. E quando lo Spirito ci sorprende con qualcosa che sembra nuova o che ‘mai si è fatto così’, ‘si deve fare così’, pensate al Vaticano II, alle resistenze che ha avuto il Concilio Vaticano II,
 la strada della Chiesa è questa: riunirsi, unirsi insieme, ascoltarsi, discutere, pregare e decidere. E questa è la cosiddetta sinodalità della Chiesa, nella quale si esprime la comunione della Chiesa. E chi fa la comunione? E’ lo Spirito! Un’altra volta il protagonista. Cosa ci chiede il Signore? Docilità allo Spirito. Cosa ci chiede il Signore? Non avere paura, quando vediamo che è lo Spirito che ci chiama”.
La Chiesa sin dall'inizio ha affrontato le sorprese dello Spirito
“Lo Spirito delle volte ci ferma”, come ha fatto con San Paolo, per farci andare da un’altra parte, “non ci lascia soli”, “ci dà il coraggio, ci dà la pazienza, ci fa andare sicuri sulla strada di Gesù, ci aiuta a vincere le resistenze e ad essere forti nel martirio”.
sintesi omelia 28 aprile 2016 papa Francesco

mercoledì 27 aprile 2016

amare è un'altra strada

«Chi è mio prossimo?» 
vuole una regola chiara che gli permetta di classificare gli altri in “prossimo” e “non-prossimo”, in quelli che possono diventare prossimi e in quelli che non possono diventare prossimi.
E Gesù risponde con una parabola, che mette in scena un sacerdote, un levita e un samaritano. I primi due sono figure legate al culto del tempio; il terzo è un ebreo scismatico, considerato come uno straniero, pagano e impuro, cioè il samaritano. 
           Sulla strada da Gerusalemme a Gerico il sacerdote e il levita si imbattono in un uomo moribondo, che i briganti hanno assalito, derubato e abbandonato. La Legge del Signore in situazioni simili prevedeva l’obbligo di soccorrerlo, ma entrambi passano oltre senza fermarsi. 
Erano di fretta…  Vanno per un’altra strada e non si avvicinano.
Non è automatico che chi frequenta la casa di Dio e conosce la sua misericordia sappia amare il prossimo.
Puoi conoscere tutta la Bibbia, tu puoi conoscere tutte le rubriche liturgiche, tu puoi conoscere tutta la teologia, ma dal conoscere non è automatico l’amare: l’amare ha un’altra strada.

Non esiste vero culto se esso non si traduce in servizio al prossimo. 
          Ignorare la sofferenza dell’uomo, cosa significa? Significa ignorare Dio! 
Il samaritano, ebbe compassione”, cioè il cuore, le viscere, si sono commosse!
Il cuore del samaritano era sintonizzato con il cuore stesso di Dio.
La “compassione” è una caratteristica essenziale della misericordia di Dio. Dio ha compassione di noi. Patisce con noi, le nostre sofferenze Lui le sente. Compassione significa “compartire con”. Il verbo indica che le viscere si muovono e fremono alla vista del male dell’uomo. 
Io credo che il Signore ha compassione di me, così come sono, peccatore, con tanti problemi e tanti cose?”. 
La compassione, l’amore, non è un sentimento vago, ma significa prendersi cura dell’altro fino a pagare di persona
Significa compromettersi compiendo tutti i passi necessari per “avvicinarsi” all’altro fino a immedesimarsi con lui: «amerai il tuo prossimo come te stesso». Ecco il Comandamento del Signore.
Tu puoi diventare prossimo di chiunque incontri nel bisogno, e lo sarai se nel tuo cuore hai compassione, cioè se hai quella capacità di patire con l’altro.
Questa parabola è uno stupendo regalo per tutti noi, e anche un impegno! A ciascuno di noi Gesù ripete ciò che disse al dottore della Legge: «Va’ e anche tu fa’ così» (v. 37). Siamo tutti chiamati a percorrere lo stesso cammino del buon samaritano, che è figura di Cristo: Gesù si è chinato su di noi, si è fatto nostro servo, e così ci ha salvati, perché anche noi possiamo amarci come Lui ci ha amato, allo stesso modo.
udienza papa Francesco 27 aprile 2016

martedì 26 aprile 2016

Annuncio, intercessione, speranza.

      Tre dimensioni della vita cristiana: “annuncio, intercessione, speranza”, devono contraddistinguere la vita di un credente. Il cuore dell’annuncio per un cristiano è che Gesù è morto ed è risorto per noi, per la nostra salvezza.
Annunciare Gesù anche a costo della vita, come fecero gli Apostoli
anche con la  vita, con il  sangue.
“Quando Giovanni e Pietro sono stati portati al Sinedrio, dopo la guarigione dello storpio, e i sacerdoti hanno proibito loro di parlare di questo nome di Gesù, della Resurrezione, loro con tutto il coraggio, con tutta la semplicità dicevano: ‘Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato’, l’annuncio. 
Questo è l’annuncio della vita cristiana: Cristo è vivo! Cristo è risorto! Cristo è fra noi nella comunità, ci accompagna nel cammino”.
durante Cena del Giovedì Santo gli Apostoli erano tristi, Gesù dice: “Non sia turbato il vostro cuore, abbiate fede. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Vado a prepararvi un posto”. Gesù è l’intercessore fra il Padre e noi”.
La terza dimensione del cristiano: la speranza.
 “Il cristiano è una donna, è un uomo di speranza, che spera che il Signore torni”. Questa è la speranza cristiana”:
“Possiamo domandarci, ognuno di noi: com’è l’annuncio nella mia vita? Com’è il mio rapporto con Gesù che intercede per me? E com’è la mia speranza? Ci credo davvero che il Signore è risorto? Credo che prega per me il Padre? Credo davvero che il Signore tornerà, verrà? 
 credo nell’annuncio? Credo nell’intercessione? Sono un uomo o una donna di speranza?”.

venerdì 8 gennaio 2016

Presepe vivente

Ecco il video del nostro presepe vivente
https://m.facebook.com/gcolacicco/posts/10208904336714942

martedì 17 novembre 2015

senza doppia vita

La mondanità ci allontana dalla coerenza della vita cristiana ci fa incoerenti.
La mondanità porta alla doppia vita, quella che appare e quella che è vera, allontana da Dio e distrugge l'identità cristiana. Chiedere al Signore il sostegno contro le tentazioni mondane
Per questo, Gesù è “tanto forte” quando chiede al Padre di salvare i discepoli dallo spirito mondano, “che distrugge l’identità cristiana”. Un esempio di baluardo contro questo spirito è proprio Eleàzaro che pensa ai giovani i quali, se avesse ceduto allo spirito mondano, si sarebbero persi per colpa sua:
“Lo spirito cristiano, l’identità cristiana, mai è egoista, sempre cerca di curare con la propria coerenza, curare, evitare lo scandalo, curare gli altri, dare un buon esempio.
‘Ma non è facile, padre, vivere in questo mondo, dove le tentazioni sono tante, e il trucco della doppia vita ci tenta tutti i giorni, non è facile’. Per noi non solo non è facile, è impossibile. Soltanto Lui è capace di farlo.
Avere il coraggio di portare avanti l’identità cristiana
 Gesù è l’unico che può salvarci.
La nostra preghiera umile sarà: “Signore, sono peccatore, davvero, tutti lo siamo, ma ti chiedo il tuo sostegno, dammi il tuo sostegno, perché da una parte non faccia finta di essere cristiano e dall’altra viva come un pagano, come un mondano”:
Portare avanti l’identità cristiana, senza compromessi, senza doppia vita.

venerdì 9 ottobre 2015

DISCERNIMENTO e VIGILANZA

Gesù scaccia un demonio, fa il bene, sta tra la gente che lo ascolta e riconosce la sua autorità, ma c’è chi lo accusa.
 Alcuni per invidia, altri per rigidità dottrinali, altri perché avevano paura ....per tanti motivi cercavano di allontanare l’autorità di Gesù dal popolo 
 ‘Lui scaccia i demoni per mezzo di Belzebù. Lui è un indemoniato. Lui fa delle magie, è uno stregone’. E continuamente lo mettevano alla prova, gli mettevano davanti un tranello, per vedere se cadeva”.
discernimento
bisogna “Saper discernere le situazioni”: ciò che viene da Dio e ciò che viene dal maligno che “sempre cerca di ingannare”, “di farci scegliere una strada sbagliata”. “Il cristiano non può essere tranquillo che tutto va bene, deve discernere le cose e guardare bene da dove vengono, qual è la loro la radice”.
Vigilanza
In un cammino di fede “le tentazioni tornano sempre, il cattivo spirito non si stanca mai”. Se “è stato cacciato via” ha “pazienza, aspetta per tornare” e se lo si lascia entrare si cade in una situazione peggiore. Infatti, prima si sapeva che era “il demonio che tormentava”.
“Tranquillizzare la coscienza. Anestetizzare la coscienza. Questo è un male grande. Quando il cattivo spirito riesce ad anestetizzare la coscienza si può parlare di una sua vera vittoria, diventa il padrone di quella coscienza:
Fare sempre esame di coscienza
La Chiesa ci consiglia sempre l’esercizio dell’esame di coscienza: cosa è successo oggi nel mio cuore, oggi, per questo? E’ venuto questo demonio educato con i suoi amici da me?  Discernimento. Da dove vengono i commenti, le parole, gli insegnamenti, chi dice questo? Discernere e vigilanza, per non lasciare entrare quello che inganna, che seduce, che affascina. Chiediamo al Signore  la grazia del discernimento e la grazia della vigilanza”.