giovedì 9 ottobre 2014

Dio così non esiste! Esiste il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo

è proprio della misericordia di Dio non solo perdonare 
 ma essere generoso e dare di più e di più… 
 Gesù “mostra ai discepoli cosa sia la preghiera. 
E’ come un uomo che si reca a mezzanotte da un amico per chiedere qualcosa. 
Nella vita “ci sono amici d’oro” che davvero danno tutto. “Ce ne sono altri più o meno buoni”, ma la Bibbia ci dice ‘uno, due o tre…  non di più!’. Poi, gli altri sono amici, ma non come questi”. E anche se siamo importuni e invadenti “il legame di amicizia fa che ci sia dato quello che noi chiediamo”. 
“Gesù fa un passo avanti e parla del Padre: ‘Quale padre tra di voi, se un figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?’ … ‘Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre del cielo!’”.
non solo l’amico che ci accompagna nel cammino della vita ci aiuta e ci dà quello che noi chiediamo: anche il Padre del cielo” che “ci ama tanto e del quale Gesù ha detto che si preoccupa di dare da mangiare agli uccellini del campo. Gesù vuole risvegliare la fiducia nella preghiera” e dice: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto”. 
la preghiera: chiedere, cercare il come e bussare al cuore di Dio
 E il Padre “darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono
“Questo è il dono, questo è il di più di Dio. Dio mai ti dà un regalo, una cosa che gli chiedi così, senza incartarlo bene, senza qualcosa di più che lo faccia più bello. 
E quello che il Signore, il Padre ci dà di più è lo Spirito: il vero dono del Padre è quello che la preghiera non osa sperare. 
‘Io chiedo questa grazia; chiedo questo, busso e prego tanto… Soltanto spero che mi dia questo’. E Lui che è Padre, mi dà quello e di più: il dono, lo Spirito Santo”.
“La preghiera si fa con l’amico, che è il compagno di cammino della vita, si fa col Padre e si fa nello Spirito Santo. L’amico è Gesù”:
“E’ Lui che ci accompagna e ci insegna a pregare. E la nostra preghiera deve essere così, trinitaria. Tante volte: ‘Ma lei crede?’: ‘Sì! Si!’; ‘In che crede?’; ‘In Dio!’; ‘Ma cosa è Dio per lei?’; ‘Dio, Dio!’. Ma Dio non esiste: non scandalizzatevi!
 Dio così non esiste! Esiste il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo: sono persone, non sono un’idea nell’aria… 
Questo Dio spray non esiste! Esistono persone! Gesù è il compagno di cammino che ci dà quello che chiediamo; il Padre che ha cura di noi e ci ama; e lo Spirito Santo che è il dono, è quel di più che dà il Padre, quello che la nostra coscienza non osa sperare”.

mercoledì 8 ottobre 2014

DIO NON SONO DEGNO DI CHIAMARTI PAPA'

DIO NON SONO DEGNO DI CHIAMARTI PAPA'

troppe volte ho infangato il tuo nome

e come il figliol prodigo ho sprecato i tuoi doni per cercare il mio regno.

Poche volte ho realizzato la Tua carità,
fatta di gioia vera che passa attraverso la croce.

Ma seppur incapace di essere autentico cristiano,
pronto ad offendere più che a perdonare,
pronto a cadere in tentazione
più che a vivere la tua carità,
sia fatta la Tua volontà.

Si, Padre Misericordioso,
Tu continui ad ammarmi
pur se faresti meglio ad abbandonarmi,
continui a sfamarmi
anche se non mi guadagno il pane quotidiano.

Tu continui ad accogliermi in un abbraccio caldissimo
anche quando mi comporto malissimo.
Padre, perdonami se per vie del male
continuo ad andare
pur quando vorrei di più amare.

Ma si Padre sia fatta la Tua volontà
proprio così

MIO PADRE NOSTRO
scritto a un campo scuola a Cagno (Calabria) il 17 agosto 1995)

martedì 7 ottobre 2014

una grazia d’amore


Il Signore “ha scelto il suo popolo e lo ha accompagnato durante il cammino nel deserto, durante tutta la vita”.
 “Noi siamo stati scelti: E’ una grazia d’amore”.
“Paolo  fa memoria del suo cammino, e così incomincia a fare memoria dall’inizio”:
“Questa abitudine di fare memoria della nostra vita non è molto comune tra di noi. Dimentichiamo le cose, viviamo nel momento e poi dimentichiamo la storia. E ognuno di noi ha una storia: una storia di grazia, una storia di peccato, una storia di cammino, tante cose… E fa bene pregare con la nostra storia. Uno lo fa Paolo, che racconta un pezzo della sua storia ma in genere dice: ‘Lui mi ha scelto! Lui mi ha chiamato! Lui mi ha salvato! Lui è stato il mio compagno di cammino…’”.
Fare memoria sulla propria vita è dare gloria a Dio. Fare memoria sui nostri peccati, dai quali il Signore ci ha salvati, è dare gloria a Dio”. 
‘Sono stato peccatore, ma Cristo Crocifisso mi ha salvato’ e si vantava di Cristo. Questa era la memoria di Paolo. Questa è la memoria che noi siamo invitati dallo stesso Gesù a fare”:
“Quando Gesù dice a Marta: ‘Tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore’. Cioè? Sentire il Signore e fare memoria. Non si può pregare ogni giorno come se noi non avessimo storia. Ognuno di noi ha la sua. E con questa storia nel cuore andiamo alla preghiera, come Maria. Ma tante volte siamo distolti, come Marta, dai lavori, dalla giornata, dal fare quelle cose che dobbiamo fare, e dimentichiamo questa storia”.
La nostra relazione con Dio incomincia “quando Dio, dall’eternità, ci ha guardati e ci ha scelto. Nel cuore di Dio, lì incomincia”:
“Fare memoria della nostra scelta, quella che Dio ha fatto su di noi. Fare memoria del nostro cammino di alleanza. Questa alleanza è stata rispettata, o no? Eh no: siamo peccatori e facciamo memoria, e fare memoria della promessa che fa Dio e mai delude, che è la nostra speranza. Questa è la vera preghiera”.
 Salmo 138: “Signore, tu mi scruti e mi conosci. Tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo. Intendi da lontano i miei pensieri, osservi il mio cammino e il mio riposo”. 
pregare è fare memoria davanti a Dio della nostra storia. Perché la nostra storia è la storia dell’amore suo verso di noi”.

venerdì 3 ottobre 2014

come voglio essere salvato?


L’unico desiderio di Dio è di salvare l’umanità, 
ma il problema è che è spesso l’uomo a voler dettare le regole della salvezza. 
È il paradosso drammatico di tante pagine della Bibbia che arriva al suo culmine nella vicenda terrena di Cristo. 
“E’ il dramma della resistenza ad essere salvati”, innescato dai capi del popolo:
“È proprio la classe dirigente quella che chiude le porte al modo col quale Dio vuole salvarci. E così si capiscono i dialoghi forti di Gesù con la classe dirigente del suo tempo: litigano, lo mettono alla prova, gli tendono trappole per vedere se cade, perché è la resistenza a essere salvati. Gesù dice loro: ‘Ma, io non vi capisco! Voi siete come quei bambini: vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto. Ma cosa volete?’; ‘Vogliamo fare la salvezza a modo nostro!’. E’ sempre questa chiusura al modo di Dio”.

Il “popolo credente” capisce e “accetta” la salvezza portata da Gesù.
 come voglio io essere salvato? A modo mio? Al modo di una spiritualità, che è buona, che mi fa bene, ma che è fissa, ha tutto chiaro e non c’è rischio? O al modo divino, cioè sulla
 strada di Gesù che sempre ci sorprende, che sempre ci apre le porte a quel mistero dell’Onnipotenza di Dio, che è la misericordia e il perdono?”.

“Credo che Gesù sia il Maestro che ci insegna la salvezza, o vado dappertutto ad affittare guru che me ne insegnino un’altra? Un cammino più sicuro o mi rifugio sotto il tetto delle prescrizioni e dei tanti comandamenti fatti da uomini? E così mi sento sicuro e con questa - è un po’ duro dire questo - sicurezza compro la mia salvezza, che Gesù dà gratuitamente con la gratuità di Dio? 
io resisto alla salvezza di Gesù?”.

NUOVA VITA

i dati diffusi ieri (2 ott 2014) parlano di ben 62.000 nascite in meno nel 2013 in #Italia.
Non è certo una bella notizia, significherà che tra due anni ci saranno circa 3.000 classi in meno, solo per fare un piccolo esempio di #decrescita.
Ma per fortuna una giovane ragazza, non ancora sposata, porta nel suo grembo una NUOVA VITA.
Lei e il ragazzo sono studenti universiari, il nascituro non avrà subito genitori con lavoro, ma avrà una mamma, un   papà e nonni giovani

ambiguità

Ieri (giov 2 ott 2014) ho ascoltato due studenti e un professore di teologia esprimerele le loro opinioni su Papa Francesco.
Il primo studente non vede l'ora che termini questo pontificato, in quanto "papa Francesco fa delle affermazioni tutte ambigue e non è chiaro e forse su tematiche circa omosessualità".
Il secondo studente affermava di amare papa Franscesco, e condividere tutto, "tranne la sua apertura sugli immigrati".
e Poi il prof di teologia che affermava, riportando una citazione di papa Francesco che "in quel caso era l'unica volta che è stato preciso".
tre opinioni, LIBERE, legittime, ma giudizi che non condivido.
circa l'ambiguità delle affermazioni di papa Francesco, forse queste sono nelle orecchie di chi ascolta più che nella parole del pontefice, credibile per la sua #COERENZA.
Circa il condividere tutto tranne la l'apertura  (di #cuore) agli immigrati sarebbe come buttare  a mare tutto il pontificato in #uscita verso le #periferie esistenziali e non.
Infine l'affermare, da parte di un professore di teologia, che solo in un caso papa Francesco si sia espresso con chiarezza, probabilmente è solo una sua personale opinione.
tre libere opinioni, che personalmente non condivido.
forza e avanti #papaFrancesco

giovedì 2 ottobre 2014

l'angelo nostro compagno di viaggio


L’angelo custode esiste, non è una dottrina fantasiosa, ma un compagno che Dio ci ha posto accanto nel cammino della nostra vita:.
Dio ha messo al nostro fianco un angelo per custodirci
Gesù insegna il vero atteggiamento, quello dei bambini: “la docilità, il bisogno di consiglio, il bisogno di aiuto, perché il bambino è proprio il segno del bisogno di aiuto, di docilità per andare avanti …
Quelli che sono più vicini all’atteggiamento di un bambino, sono “più vicini alla contemplazione del Padre”. Ascoltano con cuore aperto e docile l’angelo custode:
Tutti noi abbiamo un angelo con noi, che ci custodisce, ci fa sentire le cose
 ‘Ma … questo … dovrei fare così, questo non va, stai attento …’: tante volte! E' la voce di questo nostro compagno di viaggio. Essere sicuri che lui ci porterà alla fine della nostra vita con i suoi consigli, e per questo dare ascolto alla sua voce, non ribellarci … Perché la ribellione, la voglia di essere indipendente, è una cosa che tutti noi abbiamo; è la superbia, quella che ha avuto il nostro padre Adamo nel Paradiso terrestre: la stessa. Non ribellarti: segui i suoi consigli”.
“Nessuno cammina da solo e nessuno di noi può pensare che è solo, c’è sempre “questo compagno”:
 Cacciare via il compagno di cammino è pericoloso, perché nessun uomo, nessuna donna può consigliare se stesso. Io posso consigliare un altro, ma non consigliare me stesso. C’è lo Spirito Santo che mi consiglia, c’è l’angelo che mi consiglia. Per questo, abbiamo bisogno. 
 Gesù ha detto: ‘Io mando un angelo davanti a te per custodirti, per accompagnarti nel cammino, perché non sbagli’”.

com’è il rapporto con il mio angelo custode?
 Lo ascolto? 
Gli dico buongiorno, al mattino? 
Gli dico: ‘Custodiscimi durante il sonno?’. 
Parlo con lui? 
 Gli chiedo consiglio?