lunedì 23 giugno 2014
più che accusatori dobbiamo essere difensori
Dio è “l’unico giudice”n fratello.
“Per questo chi giudica sbaglia, perché prende un posto che non è per lui. Ma non solo sbaglia, anche si confonde. E’ tanto ossessionato da quello che vuole giudicare, da quella persona – tanto, tanto ossessionato! - che quella pagliuzza non lo lascia dormire! ‘Ma, io voglio toglierti quella pagliuzza!'… E non si accorge della trave che lui ha. Confonde: crede che la trave sia quella pagliuzza. Confonde la realtà. E’ un fantasioso. E chi giudica diventa uno sconfitto, finisce male, perché la stessa misura sarà usata per giudicare lui. Il giudice che sbaglia posto perché prende il posto di Dio – superbo, sufficiente – scommette su una sconfitta. E qual è la sconfitta? Quella di essere giudicato con la misura con la quale lui giudica”.
“Gesù, davanti al Padre, mai accusa! E’ il contrario: difende! E’ il primo Paraclito. Poi ci invia il secondo, che è lo Spirito. Lui è il difensore: è davanti al Padre per difenderci dalle accuse. E chi è l’accusatore? Nella Bibbia, si chiama “accusatore” il demonio, satana. Gesù giudicherà, sì: alla fine del mondo, ma nel frattempo intercede, difende..
I“Se noi vogliamo andare sulla strada di Gesù, più che accusatori dobbiamo essere difensori degli altri davanti al Padre. Io vedo una cosa brutta a un altro, vado a difenderlo? No! Ma stai zitto! Vai a pregare e difendilo davanti al Padre, come fa Gesù. Prega per lui, ma non giudicare! Perché se lo fai, quando tu farai una cosa brutta, sarai giudicato. Ricordiamo questo bene, ci farà bene nella vita di tutti i giorni, quando ci viene la voglia di giudicare gli altri, di sparlare degli altri, che è una forma di giudicare”.
giovedì 19 giugno 2014
mistero
fossi cristiano al 100% nulla mi preocuperebbe.
ma sono troppo umano per essere senza preoccupazioni.
La fede aiuta sostiene speiga
ma spesso viene soffocata dalla troppa umanità.
comprendere la morte sarebbe cosa impossibile.
ecco i tanti perchè senza perchè.
perche Yara
perchè la violenza
perchè i malati e morti di tumori.
oggi perchè S.P. lascia moglie e piccole figlie.
Le Sue vie non sono le nostre vie.
Non c'è motivo per perdere la Speranza.
Ma come farà la moglie, e ancor più le piccole a vivere
l'estate senza un marito, un padre
ricorderanno, ma non potranno più abbracciarlo.
perchè?
resta un infinito Mistero
se ci fosse solo fede sarebbe sorella morte
ma per me troppo umano resta un triste mistero.
Ci conforti e consoli la certezza che non ci lasci soli.
ci dia forza e coraggio la sicurezza che non dai croci più pesanti di quelle che possiamo portare.
Signore ma che grandissima forza avrai dato alla moglie e figlie per portare questa immensa croce.
NON è VERO CHE SI MUORE SOLI
lascia in tanti, anche in chi ha solo conosciuto, oppure sentito, un vuoto.
pensare alla famiglia
agli amici.
vorrei chiederTi un infantile e ingenua preghiera
perchè non ci lasci morire di sana e lunga vecchia dopo una serena vita?
un altro perchè senza risposta
un altra domanda che ha come unica risposta
MISTERO
CIAO S.
saperTi con i miei cari Lassù
con tanti che come Te ci precedono
crederVi nostri Angeli
questo è ciò che in parte di questo Mistero
ci piace pensare
ma sono troppo umano per essere senza preoccupazioni.
La fede aiuta sostiene speiga
ma spesso viene soffocata dalla troppa umanità.
comprendere la morte sarebbe cosa impossibile.
ecco i tanti perchè senza perchè.
perche Yara
perchè la violenza
perchè i malati e morti di tumori.
oggi perchè S.P. lascia moglie e piccole figlie.
Le Sue vie non sono le nostre vie.
Non c'è motivo per perdere la Speranza.
Ma come farà la moglie, e ancor più le piccole a vivere
l'estate senza un marito, un padre
ricorderanno, ma non potranno più abbracciarlo.
perchè?
resta un infinito Mistero
se ci fosse solo fede sarebbe sorella morte
ma per me troppo umano resta un triste mistero.
Ci conforti e consoli la certezza che non ci lasci soli.
ci dia forza e coraggio la sicurezza che non dai croci più pesanti di quelle che possiamo portare.
Signore ma che grandissima forza avrai dato alla moglie e figlie per portare questa immensa croce.
NON è VERO CHE SI MUORE SOLI
lascia in tanti, anche in chi ha solo conosciuto, oppure sentito, un vuoto.
pensare alla famiglia
agli amici.
vorrei chiederTi un infantile e ingenua preghiera
perchè non ci lasci morire di sana e lunga vecchia dopo una serena vita?
un altro perchè senza risposta
un altra domanda che ha come unica risposta
MISTERO
CIAO S.
saperTi con i miei cari Lassù
con tanti che come Te ci precedono
crederVi nostri Angeli
questo è ciò che in parte di questo Mistero
ci piace pensare
martedì 17 giugno 2014
no ad un cuore corrotto
“Il corrotto irrita Dio e fa peccare il popolo”.
Quando uno “entra” nella “strada della corruzione”, “toglie la vita, usurpa e si vende”.
E’ come se “lasciasse di essere una persona e diventasse una merce”, “compra e vende”:
sono i poveri che pagano la festa dei corrotti! Il conto va a loro. colui che “fa scandalo è meglio che si butti in mare”, il corrotto “scandalizza la società, scandalizza il popolo di Dio”. Il Signore preannuncia quindi il castigo per i corrotti “perché scandalizzano, perché sfruttano quelli che non possono difendersi, schiavizzano”
“Sono traditori i corrotti,
corrotto è uno che ruba, uno che uccide.
la porta di uscita per i corrotti, per i corrotti politici, per i corrotti affaristi e per i corrotti ecclesiastici: chiedere perdono!”
“Quando noi leggiamo sui giornali che questo è corrotto, che quell’altro è un corrotto, che ha fatto quell'atto di corruzione e che la tangente va di qua e di là e anche tante cose di alcuni prelati, come cristiani il nostro dovere è chiedere perdono per loro e che il Signore gli dia la grazia di pentirsi, che non muoiano con il cuore corrotto…”
“Condannare i corrotti, sì”, “chiedere la grazia di non diventare corrotti, sì!” ed “anche pregare per la loro conversione!”
lunedì 16 giugno 2014
quando uno ha autorità si sente potente
La corruzione dei potenti finisce per essere “pagata dai poveri”,
Una storia “molto triste” che, pure se antichissima, è a tutt'oggi lo specchio di uno dei peccati più “a portata di mano”: la corruzione. Papa Francesco riflette sulla pagina della Bibbia, proposta dalla liturgia, che racconta la storia di Nabot, proprietario da generazioni di una vigna. Quando il re Acab – intenzionato, dice il Papa, “ad allargare un po’ il suo giardino” – gli chiede di vendergliela, Nabot rifiuta perché non intende disfarsi dell’”eredità dei suoi padri”. Il re prende molto male il rifiuto, così sua moglie Gezabele ordisce una trappola: con la complicità di falsi testimoni, fa trascinare in tribunale Nabot, che finisce condannato e lapidato a morte. E alla fine, consegna la vigna desiderata al marito, il quale – osserva Papa Francesco – la prende “tranquillo, come se niente fosse accaduto”. “Questa storia – commenta – si ripete continuamente” tra chi detiene “potere materiale o potere politico o potere spirituale”:
“Sui giornali noi leggiamo tante volte: ah, è stato portato in tribunale quel politico che si è arricchito magicamente. E’ stato in tribunale, è stato portato in tribunale quel capo di azienda che magicamente si è arricchito, cioè sfruttando i suoi operai. Si parla troppo di un prelato che si è arricchito troppo e ha lasciato il suo dovere pastorale per curare il suo potere. Così i corrotti politici, i corrotti degli affari e i corrotti ecclesiastici. Dappertutto ce ne sono. E dobbiamo dire la verità: la corruzione è proprio il peccato a portata di mano, che ha quella persona che ha autorità sugli altri, sia economica, sia politica, sia ecclesiastica. Tutti siamo tentati di corruzione. E’ un peccato a portata di mano. Perché quando uno ha autorità si sente potente, si sente quasi Dio”.
Del resto, prosegue Papa Francesco, si viene corrotti lungo la “strada della propria sicurezza”. Con “il benessere, i soldi, poi il potere, la vanità, l’orgoglio… E di là, tutto. Anche uccidere”. Ma, si domanda il Papa, “chi paga la corruzione?” Chi “ti porta la tangente”? No, sostiene, questo è ciò che fa “l’intermediario”. La corruzione in realtà “la paga il povero”:
“Se parliamo dei corrotti politici o dei corrotti economici, chi paga questo? Pagano gli ospedali senza medicine, gli ammalati che non hanno cura, i bambini senza educazione. Loro sono i moderni Nabot, che pagano la corruzione dei grandi. E chi paga la corruzione di un prelato? La pagano i bambini, che non sanno farsi il segno della croce, che non sanno la catechesi, che non sono curati. La pagano gli ammalati che non sono visitati, la pagano i carcerati che non hanno attenzioni spirituali. I poveri pagano. La corruzione viene pagata dai poveri: poveri materiali, poveri spirituali”.
Invece, afferma Papa Francesco, “l’unica strada per uscire dalla corruzione, l’unica strada per vincere la tentazione, il peccato della corruzione, è il servizio”. Perché, spiega, “la corruzione viene dall’orgoglio, dalla superbia, e il servizio ti umilia”: è la “carità umile per aiutare gli altri”:
“Oggi, offriamo la Messa per questi - tanti, tanti... – che pagano la corruzione, che pagano la vita dei corrotti. Questi martiri della corruzione politica, della corruzione economica e della corruzione ecclesiastica. Preghiamo per loro. Che il Signore ci avvicini a loro. Sicuramente era molto vicino a Nabot, nel momento della lapidazione, come era molto vicino a Stefano. Che il Signore gli sia vicino e gli dia forza per andare avanti nella loro testimonianza, nella propria testimonianza”.
venerdì 13 giugno 2014
in un filo di silenzio sonoro
Quando il Signore vuole affidarci una missione, “ci prepara” per farla “bene”.
‘Il Signore era in un filo di silenzio sonoro’. Sembra una contraddizione: era in quel filo di silenzio sonoro. Elia sa discernere dov’è il Signore, e il Signore lo prepara con il dono del discernimento. E poi, dà la missione”.
“Il Signore, quando vuole darci una missione, vuole darci un lavoro, ci prepara. Ci prepara per farlo bene, come ha preparato Elia. E il più importante di questo non è che lui abbia incontrato il Signore: no, no, questo sta bene. L’importante è tutto il percorso per arrivare alla missione che il Signore confida. E questa è la differenza tra la missione apostolica che il Signore ci dà e un compito: ‘Ah, tu devi fare questo compito, devi fare questo…’, un compito umano, onesto, buono… Quando il Signore dà una missione, sempre fa entrare noi in un processo, un processo di purificazione, un processo di discernimento, un processo di obbedienza, un processo di preghiera”.
E “la fedeltà a questo processo”, è quella di “lasciarci condurre dal Signore”. Vediamo questo: lui cammina, obbedisce, soffre, discerne, prega, trova il Signore. Il Signore ci dia la grazia di lasciarci preparare tutti i giorni del cammino della nostra vita, perché possiamo testimoniare la salvezza di Gesù”.
giovedì 12 giugno 2014
se non la pace almeno gli accordi
Come deve essere l’amore fra noi, secondo Gesù?
“Primo, un criterio di realismo: di sano realismo. Se tu hai qualcosa contro un altro e non puoi sistemare, cercare una soluzione, ma mettetevi d’accordo, almeno; ma, mettiti d’accordo con il tuo avversario, mentre sei in cammino. Non sarà l’ideale, ma l’accordo è una cosa buona. E’ realismo”.
“fermiamo l’odio, la lotta tra noi”.
Un secondo criterio che ci dà Gesù “è il criterio della verità”. “sparlare dell’altro è uccidere, perché alla radice è lo stesso odio”, “lo uccidi” in “un un’altra maniera: con le chiacchiere, con le calunnie, con la diffamazione”. E Gesù ci avverte: “Quello che gli dice stupido, questo sta uccidendo il fratello, perché ha una radice d’odio”:
“E oggi pensiamo che non uccidere il fratello sia non ammazzarlo, ma no: non ucciderlo è non insultarlo. L’insulto nasce dalla stessa radice del crimine: è la stessa. L’odio. Se tu non hai odio, e non ucciderai il tuo nemico, tuo fratello, non insultarlo nemmeno. Ma cercare insulti è un’abitudine molto comune tra noi. C’è gente che per esprimere il suo odio contro un’altra persona ha una capacità di fiorire con questi fiori d’insulto, impressionante, tanto! E questo fa male. Sgridare. L’insulto … No, siamo realisti. Il criterio del realismo. Il criterio di coerenza. Non uccidere, non insultare”.
Il terzo criterio filiazione”. “Se tu, se noi non dobbiamo uccidere il fratello è perché è fratello, cioè abbiamo lo stesso Padre. Io non posso andare dal Padre se non ho pace con il mio fratello”. “Non parlare con il Padre se non sei in pace con tuo fratello almeno con un accordo”:
“Non parlare con il Padre senza essere in pace con il fratello. Tre criteri: un criterio di realismo, un criterio di coerenza, cioè non ammazzare ma nemmeno insultare, perché chi insulta ammazza, uccide; e un criterio di filiazione: non si può parlare con il Padre se non posso parlare con il mio fratello. E questo è superare la giustizia, quella degli scribi e dei farisei. Questo programma non è facile, no? Ma è la via che Gesù ci indica per andare avanti. Chiediamo a Lui la grazia di poter andare avanti in pace fra noi, sia con gli accordi ma sempre con coerenza e con spirito di filiazione”.
giovedì 5 giugno 2014
entrare per amore
La Chiesa “non è rigida”, la Chiesa “è libera”.
Gesù prega per la Chiesa e chiede al Padre che tra i suoi discepoli “non ci siano divisioni e liti”.
“Tanti dicono di essere nella Chiesa”, ma “sono con un piede dentro” e “l’altro ancora non è entrato”. Si riservano, così, la “possibilità di essere in ambedue i posti”, “dentro e fuori”. “Per questa gentela Chiesa non è la loro casa, non la sentono come propria. Per loro è un affitto”.
“L’uniformità. La rigidità. Sono rigidi! Non hanno quella libertà che dà lo Spirito Santo. E fanno confusione fra quello che Gesù ha predicato nel Vangelo con la loro dottrina, la loro dottrina di uguaglianza. E Gesù mai ha voluto che la sua Chiesa fosse così rigida. Mai. E questi, per tale atteggiamento, non entrano nella Chiesa. Si dicono cristiani, si dicono cattolici, ma il loro atteggiamento rigido li allontana dalla Chiesa”.
Un altro gruppo è fatto di quelli che hanno sempre una propria idea, "che non vogliono che sia come quella della Chiesa, hanno un’alternativa”. gli “alternativisti”:
“Io entro nella Chiesa, ma con questa idea, con questa ideologia. E così la loro appartenenza alla Chiesa è parziale. Anche questi hanno un piede fuori della Chiesa. Anche per questi la Chiesa non è casa loro, non è propria. Affittano la Chiesa ad un certo punto. Al principio della predicazione evangelica ce n’erano! Pensiamo agli gnostici, che l’Apostolo Giovanni bastona tanto forte, no? ‘Siamo... sì, sì... siamo cattolici, ma con queste idee’. Un’alternativa. Non condividono quel sentire proprio della Chiesa”.
E il terzo gruppo, è di quelli che “si dicono cristiani, ma non entrano dal cuore nella Chiesa”: sono i “vantaggisti”, quelli che “cercano i vantaggi, e vanno alla Chiesa, ma per vantaggio personale, e finiscono facendo affari nella Chiesa”:
“Gli affaristi. E questi, anche, non sentono la Chiesa come madre, come propria. E Gesù dice: ‘No! La Chiesa non è rigida, una, sola: la Chiesa è libera!’”.
Se tu vuoi entrare nella Chiesa, che sia per amore”, per dare “tutto il cuore e non per fare affari a tuo profitto”. La Chiesa, “non è una casa da affittare”, la Chiesa “è una casa per vivere”, “come madre propria”.
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