martedì 8 ottobre 2013

dire l'essenziale





Immediatezza, assiduità, determinazione nelle parole: fanno dell’account Twitter di Papa Francesco uno dei più seguiti al mondo. Francesco riesce a dire parole essenziali, affascinanti commoventi. Parole che chiedono di essere "rilanciate”
 
 il Papa: la Chiesa
deve imparare a “mettersi in cammino con tutti, per favorire l’incontro dell’uomo con Cristo”.
 Giovanni Paolo II (Messaggio per la 36° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, 2002)    “Da questa galassia (Internet) di immagini emergerà il volto di Cristo, perché solo quando si vedrà il Suo volto, e si udirà la Sua voce il mondo conoscerà la buona notizia della nostra redenzione.Fine dell’evangelizzazione che farà di Internet uno spazio umano autentico”. 

http://it.radiovaticana.va/news/2013/10/06/immediatezza,_assiduit%C3%A0,_semplicit%C3%A0:_francesco,_personaggio_dellanno/it1-733916

Un cuore che sa pregare e sa perdonare

omelia del 08/10/2013 Papa Francesco

“La preghiera fa miracoli”
purché non sia frutto di un atto meccanico. 
Marta e il profeta Giona non sapevano pregare.  
Marta chiede quasi in tono di rimprovero a Gesù che la sorella l’aiuti a servire, invece di rimanere ferma ad ascoltarlo, Gesù replica: “Maria ha scelto la parte migliore. E questa parte è quella della preghiera, quella della contemplazione di Gesù” 
Questa è la parte migliore’, perché Maria ascoltava il Signore e pregava col suo cuore. 
Il primo compito nella vita è  la preghiera’. 
Ma non la preghiera di parole, come i pappagalli; 
ma la preghiera, il cuore
 guardare il Signore, ascoltare il Signore, chiedere al Signore. 
Ci sono altri come Giona, profetizzava, ma non pregava! 

La preghiera che è solo formula senza cuore, come pure la voglia di una giustizia senza perdono, sono le tentazioni dalle quali un cristiano deve sempre guardarsi per arrivare a scegliere “la parte migliore”.“non pregare è chiudere la porta al Signore, perché Lui non possa fare nulla. Invece, la preghiera, davanti a un problema, a una situazione difficile, a una calamità è aprire la porta al Signore perché venga.  Pregare è questo: aprire la porta al Signore, perché possa fare qualcosa. Ma se noi chiudiamo la porta, il Signore non può far nulla! 

Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/10/08/il_papa:_una_preghiera_fatta_col_cuore_apre_la_porta_a_dio_e_produce/it1-735321
del sito Radio Vaticana 

Parlare di Dio, con quale linguaggio?


        L’ Associazione europea per la teologia cattolica, a Bressanone ha svolto una riflessione su come la Chiesa parla di Dio e dialoga con il mondo. 
        E’ risultato che la difficoltà del dialogo tra la teologia e i linguaggi del mondo è causata dall’aver sostituito il linguaggio evangelico, centrato sul bene dell’uomo, con quello religioso che punta alla difesa della dottrina.                 
      Quando la teologia, con il suo linguaggio, reprime tutto ciò che non corrisponde al proprio campo, crea scontri e divisioni, non comunica i valori umani, né apre vie di dialogo. Andrebbero tralasciate le forme linguistiche ereditate dal cristianesimo, ma inadatte per parlare di Dio agli uomini di oggi. Un linguaggio teologico “tecnico” non è idoneo per una comunicazione, nè per un discorso su Dio a tutti. Già è difficile parlare di cose visibili, come allora parlare di Dio che «nessuno mai l’ha visto» (Gv 1,18)? La soluzione è data sempre dal Vangelo di Giovanni: «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv, 1,14), «Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato» (1,18). Solo attraverso Gesù che si fa carne, possiamo comprendere la realtà di Dio che si comunica nella storia dell’uomo con il linguaggio proprio di ciascun tempo. Se il Verbo (la Parola) si è manifestato nella carne, nella concreta realtà dell’umano, solo attraverso un linguaggio quasi pelle ed ossa, sanguineo, diretto, si può portare l’uomo a cercare di capire  il bene quale valore assoluto e la fonte stessa di questo bene. E’ proprio il Dio che si fa bambino, la buona notizia, il modello della comunicazione anche teologica. Un linguaggio che si fa umano, che rivela la sapienza ai piccoli

lunedì 7 ottobre 2013

“fuga da Dio”

Omelia Papa Francesco 07 ott 2013


Lasciamoci scrivere la nostra vita da Dio.
Giona serve il Signore, prega tanto e fa del bene, ma quando il Signore lo chiama comincia a fuggire. 

  Giona “aveva la sua storia scritta” e “non voleva essere disturbato”. Il Signore lo invia a Ninive e lui “prende una nave per la Spagna. Fuggiva dal Signore”:

“La fuga da Dio. Si può fuggire da Dio, ma [pur] essendo cristiano, essendo cattolico, [...]tutti possiamo fuggire da Dio! E’ una tentazione quotidiana. Non ascoltare Dio, la sua voce, non sentire nel cuore la sua proposta, il suo invito. 

Si può fuggire direttamente, oppure come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano, passando oltre. 

Mente agire come il samaritano "lontano da Dio, 
non era abituato alle pratiche religiose, alla vita morale, ha sentito la voce di Dio e si è avvicinato”. 
Il samaritano “ha capito che Dio lo chiamava, e non fuggì, Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite versandovi olio e vino, poi lo caricò sulla cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui”.

“Perché Giona, 
il sacerdote, il levita fuggirono da Dio? Perché avevano il cuore chiuso, e quando tu hai il cuore chiuso, non può sentire la voce di Dio. Invece, un samaritano che era in viaggio ‘vide e ne ebbe compassione’: aveva il cuore aperto, era umano. E l’umanità lo avvicinò”. 

“Giona  voleva scrivere la sua storia” e così anche il sacerdote e il levita. “Un disegno di lavoro”. Invece,  il samaritano “si è lasciato scrivere la vita da Dio: ha cambiato tutto, quella sera, perché il Signore gli ha avvicinato la persona di questo povero uomo, ferito, malamente ferito, buttato sulla strada”:

“ci lasciamo scrivere la nostra vita da Dio o vogliamo scriverla noi? siamo docili alla Parola di Dio? ‘Sì, io voglio essere docile!’. Ma tu, hai capacità di ascoltarla, di sentirla? Tu hai capacità di trovare la Parola di Dio nella storia di ogni giorno, o le tue idee sono quelle che ti reggono, e non lasci che la sorpresa del Signore ti parli?” 

Il Signore, ha concluso, “ci conceda di sentire la voce del Signore, la Sua voce, che ci dice: Va e anche tu fa così!”.



Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/10/07/il_papa:_un_%E2%80%9Clontano%E2%80%9D_pu%C3%B2_ascoltare_la_voce_del_signore,_il_vicino/it1-734981
del sito Radio Vaticana 

siti web impenetrabili

Ci sono siti di vari comuni della provincia barese che risultano di difficile consultazione.
Sono poco chiari, e a dir poco quasi impenetrabili. Tutto ciò a discapito della trasparenza.

vacanze studio in paesi a forte tasso di emigrazione

La proposta è tra il serio e una provocazione.
perchè non pensare a vacanze studio, finanziate dallo Stato Italiano, per giovani studenti, in paesi da cui emigra tanta gente?
Ci potrebbe essere, almeno un doppio vantaggio:
1. ampliare le conoscenze dei nostri studenti circa quelle realtà;
2. indirettamente portare economia in zone dove forse manca tutto.
Credo che esistano già esperienze simili realizzate da ONG, ma se di ciò si facesse carico lo Stato italiano, quale uno dei possibili modi per arginare il fenomeno dell'immigrazione clandestina. Potrebbe essere uno scambio e reciproco arricchimento. Magari realizzando in quelle zone strutture di accoglienza per gli studenti italiani durante i campo-lavoro, e da utilizzare poi per i residenti durante il restante periodo.

giovedì 3 ottobre 2013

un pensiero alle vittime dell'immigrazione

Dinnanzi alle tragedie mi sento inerme, ma non posso esimermi di avere almeno un pensiero a chi sfuggendo da situazioni di disagio cerca una nuova vita, ma trova la morte nel mare. Acque per tanti via di salvezza, per molti ultima dimora in questo mondo poco umano.