La proposta è tra il serio e una provocazione.
perchè non pensare a vacanze studio, finanziate dallo Stato Italiano, per giovani studenti, in paesi da cui emigra tanta gente?
Ci potrebbe essere, almeno un doppio vantaggio:
1. ampliare le conoscenze dei nostri studenti circa quelle realtà;
2. indirettamente portare economia in zone dove forse manca tutto.
Credo che esistano già esperienze simili realizzate da ONG, ma se di ciò si facesse carico lo Stato italiano, quale uno dei possibili modi per arginare il fenomeno dell'immigrazione clandestina. Potrebbe essere uno scambio e reciproco arricchimento. Magari realizzando in quelle zone strutture di accoglienza per gli studenti italiani durante i campo-lavoro, e da utilizzare poi per i residenti durante il restante periodo.
lunedì 7 ottobre 2013
giovedì 3 ottobre 2013
un pensiero alle vittime dell'immigrazione
Dinnanzi alle tragedie mi sento inerme, ma non posso esimermi di avere almeno un pensiero a chi sfuggendo da situazioni di disagio cerca una nuova vita, ma trova la morte nel mare. Acque per tanti via di salvezza, per molti ultima dimora in questo mondo poco umano.
solo salvando l'agricoltura ci salviamo anche noi
fonte GIACOMO GALEAZZI CITTÀ DEL VATICANO
«L’agricoltura non è nata per ammucchiare ricchezze ma per garantire il pane quotidiano. L’economia dei contadini ha come elemento fondamentale la sussistenza: è un lavoro utile e prezioso», papa FRANCESCO che afferma essere "fondamentale" la difesa del creato.
mercoledì 2 ottobre 2013
don Tonino Bello e la pace
Con Pacem in terris, enciclica indirizzata a tutti gli uomini di buona volontà, credenti e non credenti, si apre una nuova finestra. I suoi concetti sono spesso oggetto di riflessione in don Tonino Bello, il pastore di Molfetta durante la sua esistenza. Così scriveva don Tonino in una lettera ai responsabili della guerra nella ex Jugoslavia: «A tutti diciamo deponete le armi, sottraetevi all’oppressione dei mercanti della guerra, (…) non sottraetevi alle responsabilità di influire in modo determinante, ma non con le armi che consolidano la vostra potenza e le vostre economie, ma con efficaci mezzi di pressione e di dissuasione, per fermare questa carneficina che disonora insieme chi la compie e chi la tollera».
Giovanni XXIII vedeva necessario il dialogo fra il mondo occidentale e i Paesi dell’Est, don Tonino richiamava l’attenzione sui nuovi muri che si andavano erigendo tra il Nord e i Sud del mondo. Solo un nuovo ordine economico, capace di ridurre le distanze tra i Paesi poveri e i Paesi ricchi, una politica per lo sviluppo dell’intera umanità e la promozione della nonviolenza fra uomini e fra Stati, diceva don Tonino, avrebbero potuto avviare i processi storici per una pace duratura.
Oggi emergono altri tipi di guerra dei migranti, alimentare, finanziaria. Guerre altrettanto violente, perché subdole e capaci – complice un assordante silenzio – di generare nuove periferie. Quelle dove don Tonino Bello ha voluto collocare, la sua croce «Dobbiamo salire sulla croce. E lo facciamo ogni volta che siamo chiamati a quella forma di martirio, straziante e dolcissimo, che si chiama perdono, nel cui oceano, in questo momento, vorremmo chiedere al Signore di poter tutti naufragare». Se nel giardino della Pace il primo albero a fiorire sarà quello del perdono, allora potremo annunciare l’arrivo di una nuova primavera dei popoli. Dio solo sa quanto ne abbiamo tutti bisogno.
cit. fonte Giancarlo Piccinni - Presidente della Fondazione don Tonino Bello
pubbl. avvenire 02 ott 2013
martedì 15 maggio 2012
mille pagine in cui perdersi
tra blog qui, google+, twitter, facebook, mail messenger e altre 1000 pagine in cui navigare il rischio naufragio è altissimo...
giovedì 10 maggio 2012
secondo ritorno
10 maggio 2012
dopo due anni di assenza, quasi tre considerando l'ultimo post a distanza da un altro anno rieccomi..
ho bisogno di riprendere confidenza con questo blog.. tra messenger, facebook e twitter mi sono disabituato a scrivere qui..
riproviamo....
dopo due anni di assenza, quasi tre considerando l'ultimo post a distanza da un altro anno rieccomi..
ho bisogno di riprendere confidenza con questo blog.. tra messenger, facebook e twitter mi sono disabituato a scrivere qui..
riproviamo....
mercoledì 7 aprile 2010
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